Cronaca

'Ndrangheta, la Procura di Torino sentirà tutti i politici intercettati

Nell'inchiesta che ha portato a 150 arresti l'unico politico indagato è Coral. Ma le intercettazioni mettono in imbarazzo anche altri nomi di spicco

La Procura di Torino convocherà tutti i politici il cui nominativo è finito nella rete delle intercettazioni telefoniche nell'inchiesta sulla 'ndrangheta che ha visto 151 persone finire in manette, a Torino e in altre città. In questo momento infatti la priorità degli inquirenti è quella di ascoltare gli stessi arrestati. A parte l'ex sindaco di Leini, Nevio Coral, in carcere con l'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa, non c'é nessun politico indagato.

Altri casi di contatto tra politica e criminalità, emersi dalle intercettazioni e riprese video, stanno facendo discutere. Il principale riguarda l'onorevole Domenico Lucà del Pd, che appare in due intercettazioni con Salvatore Demasi, detto Giorgio, capo della "locale" di Rivoli, a cui chiede di aiutarlo a fare votare Piero Fassino alle ultime primarie del centrosinistra a Torino. Lucà ha già fatto sapere che da tempo conosceva Demasi, ma che non immaginavo chi fosse in realtà, altrimenti non avrebbe mai avuto rapporti con lui. Ad avere rapporti con lo stesso Demasi sono stati anche l'onorevole Gaetano Porcino dell'Idv, il consigliere regionale Antonino Boeti del Pd, gli ex assessori del Comune di Alpignano (Torino) Carmelo Tromby dell'Idv e Domenico Massimo Cairoli dei Socialisti. Sempre Demasi, secondo le intercettazioni, avrebbe lavorato per portare voti all'attuale sindaco di Cirié (Torino), Francesco Brizio, che nega ogni contatto.

Un'intercettazione e alcune fotografie mettono in imbarazzo l'assessore regionale Claudia Porchietto del Pdl. Nel 2009, quando era candidata alla presidenza della Provincia di Torino, entrò in un bar di Torino Per incontrare Giuseppe Catalano, un altro boss locale, per pochi minuti. Secondo Porchietto fu un incontro elettorale come tanti, favorito dal fatto che il nipote di Catalano, Luca, è consigliere comunale del Pdl a Orbassano (Torino).

Sempre dallo stesso Giuseppe Catalano parte il ramo di intercettazioni che interessa il sindaco di Rivarolo Canavese Fabrizio Bertot. Il boss mise in moto una vera e propria macchina organizzativa per spingerne l'elezione alle ultime europee. Per la procura, Bertot era stato presentato "ad alcuni degli affiliati alla 'ndrangheta piu' rappresentativi della Provincia di Torino - come si legge nell'ordinanza - In particolare, dopo la presentazione ufficiale del candidato agli esponenti della 'ndrangheta della provincia, Catalano ha iniziato personalmente una trattativa finalizzata al cosiddetto voto di scambio: come contropartita all'appoggio elettorale era prevista la dazione di euro 20 mila". Secondo Bertot, Catalano è solo "una delle tante persone incontrate in campagna elettorale".

Un ultimo episodio riguarda il piccolo Comune di Castellamonte: il sindaco Paolo Mascheroni è al centro della conversazione tra due degli esponenti della 'ndrina locale, Biagio Curatolo e Antonio Occhiuto, che lo definiscono ''bravo" e "sempre devoto".

Fonte: Ansa

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