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Dati privati passati alla 'ndrina, indagati anche un vigile e un carabiniere

Nelle indagini dell'infiltrazione della cosca di Greco di San Mauro Marchesato nel torinese spuntano due indagati appartenenti alle forze dell'ordine. Sono accusati di rivelazione di segreto di ufficio

Gli uomini della malavita collegati alla cosca Greco di San Mauro Marchesato si sono serviti anche di un investigatore privato e di due agenti delle forze dell'ordine per avere informazioni su spostamenti e dati riservati in possesso della Procura della Repubblica.

L'investigatore privato, Giovanni A., era un concorrente esterno alla vicenda e non faceva parte direttamente della 'ndrina. Assunto dai malavitosi, si serviva del vigile della Procura di Torino e di un Carabiniere di Beinasco suo amico per passare informazioni riservate alla cosca. Lo faceva solo per soldi e non per altri interessi ed è una delle venti persone arrestate nella mattinata di ieri dai Carabinieri del Ros.

Diversa la posizioni dei due agenti delle forze dell'ordine. Entrambi risultano per il momento solo indagati per rivelazione di segreto di ufficio. Mentre il vigile aveva contatti direttamente con la cosca 'ndranghetista, il Carabiniere era un amico dell'investigatore privato assunto dai Greco e passava informazioni non in cambio di denaro ma solamente per amicizia. Quest'ultimo, è stato accertato, non sapeva nemmeno a chi andassero i dati che estrapolava dai database. Diversamente, nel caso del vigile, sapendo a chi arrivavano le informazioni, c'è un'aggravante nei suoi confronti.

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