'Ndrangheta, Processo Minotauro: "Foto di un incontro sindaco-imputato"

Una foto ritrae il sindaco di Cirié insieme a Rocco Demasi, tra i principali imputati del processo 'Minotauro' e ad altre persone, il 10 maggio 2011, prima di una cena elettorale

La foto ritrae il sindaco di Cirié, Francesco Brizio Falletti di Castellazzo, all'uscita dal municipio insieme a Rocco Demasi, tra i principali imputati del processo 'Minotauro' e ad altre persone, il 10 maggio 2011, poco prima di una cena elettorale. E' il nuovo elemento d'indagine presentato stamattina in udienza dal procuratore Gian Carlo Caselli. Brizio, che non è indagato, nell'interrogatorio ha detto di non escludere di averlo visto ma di non ricordare l'episodio.

A incontrare Brizio (esponente del Pd) in municipio durante la campagna elettorale per le elezioni comunali erano state quattro persone: oltre a Salvatore 'Giorgiò Demasi, c'erano Vincenzo Femia (esponente del Pd soltanto omonimo dell'uomo arrestato nei giorni scorsi dai carabinieri, all'epoca presidente della società Car City Club, controllata dal Gtt di cui Brizio è presidente), e altri due estranei all'indagine. Il gruppetto, che proveniva da Rivoli (cittadina di cui Demasi è accusato di essere capo del 'locale' di 'ndrangheta) entro' in municipio alle 19,22 e uscì alle 19,44.

La foto ritrae Brizio che saluta uno del gruppo. "Femia, che era l'unico che conoscevo - ha spiegato Brizio - mi aveva detto che, durante la cena, mi avrebbe presentato tre persone che avrebbero potuto aiutarmi. L'unico ricordo che ho è di Domenico Marando, che disse di avere abitato a Cirié in passato". Caselli ha poi chiesto a Brizio spiegazioni su un biglietto, consegnato agli investigatori dallo stesso sindaco, in cui compaiono i nomi e i numeri di telefono di alcune persone, tra cui Demasi. "Annotai quei nomi - ha spiegato Brizio - su un foglio di carta in modo non precisissimo. Non li contattai mai neppure telefonicamente". Infine, il procuratore ha prodotto la registrazione di una telefonata da Demasi e Michelangelo Marando il 17 maggio 2011, il giorno dopo le elezioni comunali, in cui il secondo ha detto di essere stato contattato da Brizio e di avergli risposto "Stai tranquillo che abbiamo lavorato bene e problemi non ne avrai". Demasi, a sua volta, rispose a Marando: "Adesso speriamo che lavorano (sic, ndr) bene loro". Brizio, però, ha negato di essere mai stato contattato da esponenti della famiglia Marando.

RIVAROLO - Una richiesta di 350.000 euro fatta da un gruppo di calabresi per l'organizzazione della campagna elettorale per le elezioni europee del 2009 fu fatta a Fabrizio Bertot, ex sindaco Pdl di Rivarolo Canavese (Torino) sciolto lo scorso maggio per infiltrazioni mafiose. A rivelarlo è stato lo stesso politico, interrogato stamattina come teste nel processo 'Minotauro', che ha detto di avere respinto la richiesta perché era troppo onerosa. Bertot potrebbe entrare prossimamente nel Parlamento europeo: é il secondo escluso nella lista del Pdl, ma due attuali eurodeputati sono stati eletti alle ultime politiche in Italia e potrebbero quindi lasciare liberi i posti. L'ex sindaco ha confermato di essere in contatto con due imputati: l'ex segretario comunale di Rivarolo, Antonino Battaglia, e l'imprenditore Giovanni Macrì. "Il sostegno di Battaglia alla mia attività politica - ha raccontato - partì come una cosa scherzosa: visto che ostentava le sue origini, gli chiesi di occuparsi dei calabresi, visto che sul nostro territorio ci sono molte famiglie che fanno comunità. Fu poi lui a presentarmi Macrì". Bertot ha poi ribadito di non sapere nulla di una richiesta di 20.000 euro che, secondo l'accusa, sarebbero stati effettivamente versati da Battaglia al defunto boss torinese Giuseppe Catalano sempre per il sostegno durante le europee 2009. (ANSA)

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