Cronaca Centro / Via Giuseppe Barbaroux

Processo sull'agguato a Musy: il professor Monateri gli presentò Furchì

E' ripreso all'interno del Palazzo di Giustizia di Torino il processo che vede come unico imputato Francesco Furchì qualche presunto aggressore di Alberto Musy. Nell'udienza si è parlato del professor Monateri e di Arenaways

Fu il professor Giuseppe Monateri, dell'università di Torino, a presentare ad Alberto Musy il suo aggressore, il faccendiere Francesco Furchì. Il particolare è emerso nel corso del processo per il ferimento del consigliere comunale, costretto in un letto d'ospedale dal 21 marzo dello scorso anno.

Nel Palazzo di Giustizia l'udienza è stata dedicata al presunto movente 'politico' dell'agguato teso a Musy sotto casa, in via Barbaroux, il 21 marzo 2012. In aula, in qualità di testimone, Alessandro Battaglino, amico e membro del comitato elettorale di Musy. E' stato lui a riferire alla corte di come il professore universitario avesse conosciuto Furchì, l'imputato. "L'uomo col casco gli era stato presentato da Monateri", il collega professore universitario già comparso nell'inchiesta per un appunto ambiguo sull'agguato. Furchì gli era stato "caldeggiato come un buon candidato che avrebbe portato molti voti" e che "voleva essere capolista", ma che Musy nutriva "dubbi" sul suo conto e non lo accontento". Da allora, "se ne andò sbattendo la porta" e alcune testimonianze riferiscono anche che in varie occasioni si arrabbiò con toni "sopra le righe".

Tra gli argomenti affrontati nell'udienza anche la vicenda Arenaways, la società ferroviaria ritenuta un vero e proprio pallino dell'imputato, che con l'aiuto di Musy avrebbe voluto rilevare insieme a una cordata di imprenditori.

Sarà la moglie, Angelica Corporandi D'Auvare, a ritirare oggi pomeriggio l'onorificenza a commendatore conferita a Musy dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. La cerimonia nella Sala Rossa di Palazzo Civico, alla presenza, tra gli altri, dell'arcivescovo, monsignor Cesare Nosiglia, del sindaco e del prefetto di Torino, Piero Fassino e Alberto Di Pace, del presidente del Consiglio comunale Giovanni Maria Ferraris e di Lorenzo Cesa, segretario Udc, il partito di Musy. "L'esempio di Alberto deve confortarci tutti: in questo momento travagliato, fare solo e semplicemente il proprio dovere é l'unica grande riforma di cui l'Italia ha bisogno", è un passaggio della lettera che il leader Udc Pier Ferdinando Casini ha scritto al sindaco Fassino per ringraziarlo della cerimonia. "La doverosa ricerca della verità, che i magistrati di questa città perseguono con grande e riconosciuta professionalità, non potrà mai sanare - aggiunge Casini - una ferita che sentiamo profondamente attuale e viva".

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