Cronaca

Giudizio immediato per Furchì, lui scrive all'amico: "Cercano un mostro, ma non sono io"

La procura di Torino ha ottenuto il giudizio immediato per Francesco Furchì: l'udienza è fissata per il prossimo 8 maggio. Intanto lui scrive dal carcere: "Stanno creando il mostro, io non sono un violento assassino"

Ad un anno esatto dall'agguato al consigliere comunale Alberto Musy, la procura di Torino ha ottenuto il giudizio immediato per Francesco Furchì, l'indagato numero uno e il presunto aggressore. La richiesta è stata fatta dal pm Roberto Furlan ed è stata accolta dal gip Massimo Scarabello. L'udienza è stata convocata per il prossimo 8 maggio, a meno che l'imputato non opti per il rito abbreviato.

Francesco Furchì è in carcere dal 29 gennaio scorso. Diverse sono le prove che lo legano all'aggressione a Musy, tanto che già due volte gli è stata negata la scarcerazione. Dopo quasi due mesi di reclusione Furchì si dice sereno "perché innocente", ma anche distrutto e solo. Lo stato d'animo dell'indagato numero uno, accusato di tentato omicidio, lo si apprende da una lettera che lo stesso ha scritto ad un suo conoscente. "Stanno creando il mostro - scrive -. Io non sono un violento assassino e poi Musy non mi ha mai fatto nulla, avevamo anche collaborato".

Furchì invita l'amico a leggersi e 32 pagine di sentenza del ricorso presentato dai suoi avvocati, Giancarlo Pittelli e Mariarosa Ferrara, per rendersi conto di come stanno le cose. "Ti prego dillo a tutti quelli che conosciamo entrambi. Dillo a tua figlia, a tua moglie, a tutti: sono innocente - conclude Furchì nella lettera -. Non c'é nessuno in questa città che vuole ascoltare le mie ragioni".

Secondo Furchì si starebbe cercando quasi un capro espiatorio per mettere la parola fine a questa storia. "Cercano il mostro - sottolinea - e lo stanno cucinando con la complicità di alcuni tra gli inquirenti".

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