Cronaca

Multinazionale torinese accusata di produrre in Irlanda per evadere il fisco

La multinazionale torinese effettuava la lavorazione all'estero facendo ritornare in Italia i prodotti finiti. Il grosso del valore aggiunto si realizzava in Irlanda, dove l'aliquota è al 12,50%

Una multinazionale torinese, che in 5 anni ha fatturato 60 milioni di euro con la realizzazione e vendita a livello mondiale di prodotti in plastica, evadeva il fisco servendosi di un'azienda irlandese.

Interamente controllata dalla società italiana, era questa ditta che lavorava le materie prime che poi formalmente forniva alla società italiana. La Finanza che lo ha scoperto, ritiene debbano essere tassati in Italia i redditi conseguiti all'estero.

La multinazionale torinese effettuava la lavorazione completamente all'estero facendo ritornare in Italia i prodotti finiti. Alla fine di tutti questi passaggi, il grosso del valore aggiunto dell'attività commerciale si realizzava in Irlanda, dove l'aliquota base di tassazione del reddito d'impresa si ferma al 12,50%. In base ai riscontri eseguiti dalla Guardia di Finanza e all'analisi della documentazione extracontabile acquisita, più che un autonomo soggetto economico, quello situato in Irlanda appare piuttosto una diretta promanazione (anche nel management) della società italiana, che aveva l'obbligo - osservano gli investigatori - di far emergere nella propria dichiarazione tutti i redditi comunque conseguiti, anche con proprie stabili organizzazioni situate all'estero.
(ANSA)

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