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L'ospedale Amedeo di Savoia in cui è stata eseguita l'autopsia

L'ospedale Amedeo di Savoia in cui è stata eseguita l'autopsia

Decesso alle Molinette per mucca pazza, l’ultimo caso quattro anni fa

La Procura, e in particolare il pm Raffaele Guariniello, vuole vederci chiaro su quello che potrebbe essere un nuovo caso di mucca pazza. L'ultimo risale a quattro anni fa, per un totale di 145 casi complessivamente riscontrati in Italia

La Procura di Torino vuole chiarire le cause della morte di Francesco Catapano, cinquantatreenne deceduto il primo settembre all’ospedale Molinette per sospetto morbo della mucca pazza. A interessarsi del caso è stato il pm Raffaele Guariniello che ha dato incarico ai Nas dei carabinieri di acquisire tutta la documentazione dell’uomo, compresa la cartella clinica, e di eseguire accertamenti. 

Il fascicolo è stato aperto e le indagini vanno avanti in attesa dell’esito dell’autopsia eseguita all’Amedeo di Savoia pochi giorni dopo il decesso che arriverà in circa un mese. Un risultato che sarà fondamentale, come ha ricordato il Centro di Referenza per la BSE dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale, perché i casi di mucca pazza possono essere accertati solamente da esami effettuabili post mortem.

Francesco Catalano era stato ricoverato a giugno, ma solo dal 27 luglio era stato trasferito nel reparto di Neurologia visto che le condizioni iniziavano velocemente a peggiorare. L’esito degli esami a cui era stato sottoposto avevano dato la sentenza: l’uomo risultava essere affetto da encefalopatia da prioni (verosimile Creutzfeldt-Jakib), una malattia neurodegenerativa di cui fa parte anche l'encefalopatia spongiforme bovina, più comunemente conosciuta come mucca pazza.

In attesa dei risultati dell’autopsia, l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale ha sottolineato come l’attività di di sorveglianza sui bovini garantisce la massima sicurezza del prodotto alimentare di origine animale che arriva sulle nostre tavole. Dall'inizio della sorveglianza (gennaio 2001) sono stati effettuati oltre 7 milioni di test rapidi su bovini prima del loro ingresso nella catena alimentare, eliminando le parti edibili rischiose per l’uomo. “L’efficacia delle misure di controllo intraprese – dice il direttore sanitario Maria Caramelli - è testimoniata dal drastico decremento dell’incidenza della BSE (morbo della Mucca Pazza) nel nostro paese e in tutta Europa: l’ultimo caso in un bovino è stato identificato oltre 4 anni fa. I 145 casi complessivamente riscontrati in Italia sono uno dei numeri più bassi registrati tra i paesi dell’Unione Europea”.
 

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