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Mozzarelle blu, processo a Torino: Slow Food è parte civile

La vicenda risale al 2010 ed è quella delle ormai note mozzarelle dalla tinta bluastra, appena estratte dall'involucro. Le segnalazioni furono decine in tutta Italia e a indagare fu il procuratore Raffaele Guariniello a Torino

E' arrivato in tribunale a Torino il caso delle mozzarelle blu e Slow Food ha chiesto di costituirsi parte civile. Il processo di questa mattina, aggiornato però a novembre, riguarda un responsabile della Granarolo e due alti dirigenti della bavarese Jaeger; un quarto imputato, chiamato in causa per il suo ruolo nella Lat-Bri, é deceduto.

La vicenda risale al 2010 ed è quella delle ormai note mozzarelle dalla tinta bluastra, appena estratte dall'involucro. Le segnalazioni furono decine in tutta Italia e a indagare fu il procuratore Raffaele Guariniello a Torino: la coloratura era dovuta alla presenza di batteri nelle acque di pozzo usate durante la lavorazione dei formaggi.Questo è ciò che sostenne Guariniello. In aula l'accusa sarà sostenuta dal pm Ciro Santoriello che contesterà la vendita di alimenti non genuini.

"Slow Food - spiega l'avvocato Alessandro Lamacchia che difende l'associazione - ha tra i suoi obiettivi la lotta alla contraffazione e la tutela del diritto alla salute e del diritto al consumo informato. E' con questo spirito che intende presentarsi in tribunale".

Questa non è la prima battaglia giudiziaria che vede Slow Food scendere in campo: nel 2012 l'associazione si era costituita parte civile in un processo contro alcuni produttori di surgelati. Il risarcimento era stato ottenuto ed era stato poi devoluto a favore delle popolazioni dell'Emilia colpite dal terremoto.

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