Giovedì, 23 Settembre 2021
Cronaca

In manette due estorsori, recuperato modello unico di moto da 50 mila euro

La Ducati di Paolo Danusso è un esemplare unico. Rubato nel 2011, solo dopo quasi tre anni si sono fatti vivi gli estorsori. Recuperato il prototipo che ha un valore di 50 mila euro

La moto Cavour rubata nel 2011 a Torino durante i festeggiamenti per i 150 anni dall'unità d'Italia

Per Paolo Danusso non era una semplice moto. Era il suo sogno diventato realtà, una due ruote realizzata da lui stesso per poter competere nella famosa 200 miglia di Daytona, nella categoria bicilindri raffreddati ad aria, una delle gare più famose al mondo. Le aveva dato un nome che avrebbe portato la sua città, Torino, in giro per il mondo: "Camillo Benso Conte di Cavour".

Dopo la gara, il prototipo di cui Paolo Danusso andava fierissimo, era stato inserito all'interno dei festeggiamenti per i 150 anni dall'unità d'Italia. La moto, gialla e blu proprio come Torino, era stata apprezzata sia nelle ex Officine Grandi Riparazione, sia in un raduno Ducati al Col del Lys. Era il 2011 e il 12 settembre è il giorno che Paolo non scorderà mai. In via Passo Buole qualcuno ruba il suo gioiello, unitamente al furgone. Inizia così la caccia disperata per ritrovare la sua moto, fatta sia di denuncia presso le forze dell'ordine, sia di appelli sul web. Ma sembra non esserci traccia né dei ladri, né della due ruote.

Le notizie e gli indizi latitano fino a qualche settimana fa quando Danusso viene contattato da un cittadino romeno. "Abbiamo la tua moto. Se la rivuoi ci devi dare molti soldi". Messaggio esplicito, una estorsione dal valore di 30 mila euro (la moto nel vale circa 50 mila). La prova che "Cavour" si trovi nelle loro mani è data da alcuni pezzi inviati con il messaggio e che il legittimo proprietario riconosce senza dubbi.

Nonostante i consigli contrari dati dalla Polizia di Torino, Danusso decide di partire alla volta della Romania, dove gli è stato indicato dai malviventi. Per garantire la sua sicurezza e acciuffare i ricattatori, l'uomo è seguito dall'Interpol e dalla Polizia romena. In Romania però nessuno si presenta all'incontro per incontrare il proprietario. il quale torna in Italia scoraggiato e senza spiegazioni. Passa un mese senza notizie, poi gli estorsori si rifanno vivi e questa volta concordano un appuntamento a Torino.

All'incontro non si presenta Paolo Danusso, ma direttamente gli agenti della sezione reati contro il patrimonio della Squadra Mobile. Arrestatati due romeni di 37 e 38 anni. Nel furgone con cui sono arrivati in Italia c'era la moto "Cavour".

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