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Grillo "sprezzante degli avvertimenti" condannato a quattro mesi

Sono state rese note le motivazioni che hanno portato il giudice Elena Rocci a condannare Beppe Grillo per una violazione dei sigilli avvenuta nel 2010

Ad inizio marzo scorso Beppe Grillo era stato condannato a quattro mesi di reclusione per violazione dei sigilli della baita Clarea di Chiomonte. Una violazione avvenuta il 5 dicembre 2010: in quell'occasione Grillo entrò con il leader del Movimento No Tav, Alberto Perino, all'interno della costruzione simbolo della lotta all'alta velocità. Con loro altri 19 attivisti, dieci dei quali sono stati anch'essi condannati dal giudice Elena Rocci.

Le motivazioni con cui è stata data sentenza di condanna in primo grado parlano di un Beppe Grillo "sprezzante degli avvertimenti" che aveva ricevuto dall'allora comandante dei Carabinieri di Susa. Il leader del Movimento 5 Stelle quel giorno entrò nella baita costruita abusivamente nonostante sapesse di commettere un reato, ecco il perché della condanna.

Il giudice non ha accolto la tesi della "disobbedienza civile" avanzata dai legali. Questa non avrebbe comportato una sentenza di condanna visto che è sì una cosa illegale, ma non punibile visto l'animo da cui è mossa.

Oltre ai quattro mesi di carcere, senza condizionale visti i precedenti per omicidio colposo nel 1988 e per diffamazione nel 2003, Beppe Grillo è stato anche sanzionato con una multa di 100 euro.

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