Cronaca

Addio mostra di Manet, Chiamparino: "Il lavoro di Fassino è andato perduto"

Alla luce dei recenti fatti legati all'organizzazione dei grandi eventi culturali, i rapporti tra Città e Regione traballano

Il presidente della Regione Sergio Chiamparino

Torino ha perso Manet e i rapporti fra Città e Regione si sfilacciano. La mostra che avrebbe dovuto chiudere il ciclo degli Impressionisti dopo quelle di successo di Degas, Renoir e Monet, si terrà a Milano per giunta: un bel rospo da mandare giù per il Comune e per la sindaca Chiara Appendino che dopo aver chiesto la testa di Patrizia Asproni della Fondazione Torino Musei - ed averla ottenuta in qualche modo con le dimissioni volontarie di ieri della stessa -, domani incontrerà Massimo Vitta Zeiman, l'amministratore delegato di Skira, la società che avrebbe dovuto organizzare l'evento. E intanto, a livello istituzionale, i legami traballano.

"Dopo la perdita della mostra di Manet - ha commentato il presidente della Regione Sergio Chiamparino a proposito delle recenti vicende legate agli eventi culturali in città - non vi è dubbio che questa sia una fase critica per gli eventi culturali a Torino ed è chiaro che su questa situazione abbia influito il venire meno del valore aggiunto rappresentato dal sistema di relazioni personali e istituzionali che il precedente sindaco di Torino Piero Fassino aveva messo a disposizione della città.

Come Regione siamo disponibili, per interesse e per spirito di collaborazione istituzionale, e nella logica di una sempre più strenua competizione con altre città italiane ed europee, a lavorare con il Comune di Torino su un piano complessivo di potenziamento delle strutture culturali che hanno ancora ampi margini di miglioramento (penso ad esempio alla Palazzina di Caccia di Stupinigi e anche alle Ogr) e siamo al contempo disponibili ad organizzare eventi con l’opportuno coinvolgimento dei privati e delle loro associazioni".

E a proposito della Fondazione ha commentato: "Non dimentichiamo inoltre che la Fondazione per la Cultura di Torino è stata costituita appositamente per raccogliere sponsorizzazioni e fondi destinati alla cultura, e quindi non solo non c’è nessuna ragione per metterla da parte ma forse vale la pena di valorizzarla". Intanto domani la sindaca avrà l'occasione di riallacciare i rapporti, andati sfilacciandosi in quest'ultimo periodo, con Skira. Magari si getteranno le basi per organizzare un'altra mostra di pari rilievo ma in realtà il problema da risolvere resta la tessera musei. Essendone la maggior parte dei torinesi in possesso ed essendo compresa nel prezzo della medesima anche la visita delle grandi esposizioni, i guadagni sugli eventi culturali più importanti a Torino, sono sempre piuttosto limitati sebbene i visitatori da fuori siano molto numerosi.   

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