Cronaca Aurora / Via Urbino 6

Nuova moschea in via Urbino, il Tar: "Decisione rinviata all'autunno"

La Lega aveva presentato ricorso contro la costruzione della moschea. I giudici hanno rinviato al 12 ottobre la sentenza. Dal Carroccio: "Non è una battaglia ideologica, ma di legalità"

Il Tar ha deciso: solo il 12 ottobre si prenderà una decisione in merito alla costruzione della nuova moschea di Torino in via Urbino. La Lega Nord, che non vede di buon occhio il nuovo centro religioso e ha aperto un circolo a pochi metri di distanza negli scorsi giorni, esulta. Mario Carossa e Elena Maccanti, capogruppo e assessore della Lega a Palazzo Lascaris: "Il nostro ricorso è valido, per ora in via Urbino non si costruirà nulla".

L'assessore Ilda Curti ha invece più volte spiegato come secondo lei della moschea nella periferia nord ci sia davvero bisogno, se non altro per motivi di sicurezza. In via Urbino sarebbe infatti ospitata  una comunità che esiste già, la Moschea della Pace che ora è in Corso Giulio Cesare, in un seminterrato di 80 metri quadri, dove si riuniscono per le celebrazioni mezzo migliaio di persone. E i timori sulla provenienza dei fondi alla base del progetto sebrano infondati. I finanziamenti principali arrivano dal governo del Marocco, e non da qualche movimento religioso.


La Lega Nord ci tiene a precisare come quella contro la moschea sia "una battaglia di legalità, non ideologica e nemmeno di natura religiosa. Le leggi devono essere uguali per tutti, anche per chi vuole realizzare una moschea e riceve il permesso quasi di nascosto, tra Natale e Capodanno, nemmeno una settimana dopo aver presentato la documentazione. Il tutto senza nemmeno aver pensato a una variante al piano regolatore, considerando l'impatto di un simile l'edificio".

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