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"Moschea" in Comune: indagati i consiglieri della Lega, autori del blitz

Avevano rimosso il tappeto allestito in Sala Matrimoni per permettere ai musulmani intervenuti ad una tavola rotonda, di pregare. Sul caso ha commentato anche il ministro degli Interni, Angelino Alfano

L'episodio dei consiglieri della Lega Nord che "smantellano" l'angolo di preghiera per i musulmani allestito in Comune, è diventato un vero e proprio caso politico. Fabrizio Ricca e Roberto Carbonero, dopo aver rimosso il tappeto posizionato nella Sala Matrimoni per permettere agli ospiti di religione islamica, intervenuti ad una tavola rotonda sulla moda islamica a Palazzo Civico, di raccogliersi in preghiera, compariranno martedì davanti al pm Antonio Rinaudo.

L'ipotesi di reato per loro sarebbe la violazione della legge Mancino che sanziona la discriminazione per motivi razziali, etnici e religiosi.

La procura di Torino aveva subito affidato alla Digos gli accertamenti del caso e sui fatti accaduti ha commentato anche il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, secondo cui impedire a chiunque di dedicarsi alla propria preghiera è da “irresponsabile”. Ad auspicare parità di trattamento per i fedeli di ogni culto invece è l'arcivescovo di Torino, monsignor Cesare Nosiglia.

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