Sauze d'Oulx piange Vincent Hawkins, ristoratore ed ex assessore dal cuore d'oro

Si era stabilito sulle montagne olimpiche nel 1979

Vincent Hawking suonava spesso la chitarra nel suo ristorante

Alla fine ha perso la sua battaglia contro la malattia. Vincent Hawkins, gestore del ristorante “Del falco” (dal suo cognome “Hawk”) a Sauze d’Oulx e, per un mandato, anche assessore al Turismo in comune, si è spento all’età di 57 anni. Aveva lasciato la sua Liverpool per trasferirsi tra le montagne piemontesi nel 1979, dopo esserne rimasto affascinato: qui ha conosciuto quella che poi è diventata sua moglie, Annette di Bournemoth, dalla quale ha avuto quattro figli, tre femmine e un maschio.

Nel ristorante, che gestiva dal 1991 e la cui licenza era stata firmata dall’allora sindaco Piero Gros, proponeva un’eccellente cucina, ottimi vini e buona musica. Tutti conoscevano Vincent, per il suo buon carattere, il suo gran cuore e l'amore che metteva nelle cose che faceva: Vincent non di rado, suonava la chitarra tra i tavoli, per i suoi ospiti. Un anno fa ha ricevuto la cittadinanza onoraria dall’attuale sindaco. Amato e apprezzato dall’intera comunità, Hawkins negli anni, si è prodigato per la crescita, soprattutto turistica, del paese.

I messaggi su Facebook

La sua morte ha sconvolto la comunità e sul suo profilo Facebook sono in molti ad aver lasciato un pensiero, una frase e un ricordo, anche in inglese. Julie, che ogni anno torna a Sauze per la settimana bianca, scrive: “Non eravamo parenti ma mi hai sempre trattato come una sorella. Il tuo cuore enorme aveva spazio per tutti e siamo stati dei privilegiati a far parte del tuo mondo pieno di energia”. Gary, stabilitosi anche lui sulle montagne olimpiche, gli sarà sempre grato: “Sei stato un uomo fantastico - scrive -, a Sauze in questi anni hai fatto la differenza e se non fosse stato per te, quando sono arrivato, sarei ripartito dopo una settimana”.

Karen non finisce di ringraziarlo: “Grazie per avermi dato una prospettiva nella vita e per avermi aiutato a credere nella mia attività. Grazie per avermi spinto ad amare e rispettare ogni persona, con le loro manie e i loro difetti. Grazie per avermi fatto sorridere ogni giorno e per aver fatto parte della mia vita”. Anche Monica lo ricorda con affetto:” Ciò che resta di te è l’immenso amore che hai lasciato nelle persone che hanno avuto l’onore di conoscerti. Mi tornano in mente la tua risata contagiosa, il tuo consueto buonumore e la tua grande saggezza. Mi hai insegnato molto in poco tempo e non posso fare altro che pensare a quanto sia ingiusta la vita e a quanto mi mancherai”.

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