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Mercoledì, 17 Agosto 2022
Cronaca

"La montagna era il suo modo di essere": addio a Massimo, capo del personale di tante aziende

Morto nell'incidente sul Kilimangiaro

Una persona tranquilla, un capo del personale competente e illuminato. E, naturalmente, un grande amante della montagna, tradito probabilmente da una banale disattenzione dopo avere scalato il Kilimangiaro, la cima del continente africano. La morte di Massimo Giuliberti, 60enne dirigente d'azienda torinese, precipitato in un dirupo sabato 18 agosto 2018 sul versante tanzaniano della montagna, ha fatto scattare innumerevoli reazioni di cordoglio da una parte nel mondo imprenditoriale del capoluogo piemontese e della provincia, dall'altra in quello delle associazioni degli alpinisti.

Giuliberti era stato anche presente regionale dell'Associazione italiana per la direzione del personale. Aveva svolto questo ruolo in numerose aziende, dalla Martini & Rossi, alla Unichips (che commercializza le patatine San Carlo) fino alla Danone. Solo di recente, da un anno, era tornato a Torino per dirigere la Sacat di via Refrancore, azienda produttrice di materiale per cartoleria e per ufficio. "Una sfida - dice chi lo conosce - che aveva intrapreso per portare le sue competenze in un ambito più ristretto, diverso dal solito". Ovunque abbia lavorato viene ricordato non soltanto per la sua competenza, ma anche per la sua umanità e per la sua capacità di valutare il contributo che ognuno poteva dare all'azienda.

La montagna invece era "non soltanto una passione, ma un modo di essere per lui". Da 40 anni era istruttore del Cai, aveva conquistato vette di primissimo piano e per questo era stato ammesso al 'Club dei 4.000' ed era stato insignito del titolo di accademico. Chiunque lo conosca sa che era un maestro di prudenza e che, nelle scalate, non trascurava nessun aspetto. Per questa ragione, anche non si capacitano che possa essere stato tradito da una scivolata su una roccia mentre scattava una foto.

"Massimo - scrive la scuola di alpinismo Giusto Gervasutti - è stato per molti di noi un maestro e, per tutti, un costante stimolo e punto di riferimento".

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