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Bracciante colto da malore in serra viene trovato morto in casa: è giallo

Secondo alcuni amici della vittima l'imprenditore presso cui il bracciante prestava il suo lavoro avrebbe attuato una messa in scena al fine di occultare quanto avvenuto nella propria azienda agricola

E' morto stroncato da un arresto cardiaco Ioan Puscasu, un bracciante di origini rumene, il cui cadavere è stato ritrovato - riverso a terra - nel suo misero appartamento a Carmagnola, comune dove lavorava come bracciante in una azienda agricola in via Pret.

Una morte, quella di Ioan, che ha fatto subito scattare le indagini: secondo le prime ricostruzioni degli investigatori, infatti, il bracciante non si sarebbe trovato nella sua abitazione al momento del decesso, ma bensì sarebbe stato colto da malore durante l'orario di lavoro, proprio nella serra dove prestava i suoi servizi, peraltro in nero. Ad avvalorare la tesi la testimonianza di un imprenditore agricolo della zona il quale avrebbe dichiarato di aver trovato Ioan riverso sulla strada: l'avrebbe quindi soccorso e portato presso la sua abitazione dove viveva con il cognato. Il personale del 118, allertato e giunto sul posto qualche minuto dopo, tuttavia, non ha potuto fare altro che constatarne il decesso.

Molte le ombre sulla vicenda sulla quale sono in corso le indagini dello Spresal e dei carabinieri di Moncalieri. Il bracciante, infatti, sarebbe stato colto da malore durante il lavoro in serra dove, probabilmente le elevate temperature di questi giorni, potrebbero aver contribuito a creare serie condizioni di disagio e di difficoltà cardio-respiratorie. Secondo alcuni amici della vittima, peraltro, l'imprenditore che ha prestato a Ioan i primi soccorsi, sarebbe, invece, il suo effettivo "datore di lavoro": una volta trovato Ioan riverso a terra nella propria serra avrebbe poi eliminato ogni traccia di fango dagli indumenti, rivestedolo di nuovo e trasportandolo nella propria abitazione, nel tentativo di occultare quanto potrebbe essere avvenuto all'interno della sua azienda agricola.

Ora sarà la Procura di Asti alla quale è stato inviato un rapporto dettagliato su quanto avvenuto a dover appurare eventuali responsabilità. Ciò che è certo è che i braccianti - specie stranieri - costretti a lavori duri e sottopagati sono in forte aumento. "Sono molti gli operai costretti a paghe misere di pochi euro l'ora - afferma Denis Vayr, segretario provinciale della Flai Cgil -. Il problema principale è che non abbiamo stime precise nè siamo in grado di valutare quanto sia effettivamente esteso il fenomeno. Dalla prossima settimana, infatti, inizieremo un giro di ricognizione, soprattutto nelle campagne, per cercare di capire quali siano le reali condizioni in cui questi operai sono costretti a prestare il proprio lavoro".

Il sindacato, peraltro, sta lavorando per la presentazione di una legge regionale, come avvenuto in Puglia e in Basilicata, che riconosca e punisca come reato le forme di caporalato, ovvero il fenomeno criminale avente a oggetto lo sfruttamento della manodopera lavorativa. "Non nascondiamoci dietro un dito - conclude Vayr -. Molti gli operai lavorano in condizioni disumane e questo non è più un sospetto, ma una certezza. Dobbiamo lavorare affinchè questo problema venga risolto per prevenire casi come questi che lasciano amarezza e tanta rabbia" 

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