Ragazzino morto la notte di Capodanno nel campo rom di Asti: è stato ucciso da un colpo di fucile

Autopsia smentisce ipotesi di un petardo

immagine di repertorio

Hayrudin Seferovic, il 13enne rom morto la notte dell'1 gennaio 2021 nel campo nomadi di via Guerra ad Asti, è stato ucciso da un colpo di pistola e non dall'esplosione di un grosso petardo che, secondo il racconto dei testimoni, aveva gettato nel fuoco.

È quanto risultato dal'autopsia eseguita sul suo corpo per ordine del pm Davide Greco della procura cittadina, che coordina le indagini svolte dai carabinieri del reparto operativo.

L'esame ha confermato la causa del decesso nella profonda emorragia all’addome causata dalla deflagrazione di un grosso corpo esplosivo. Ma nel cadavere sono stati rinvenuti residui non di petardi, ma di un proiettile (compresa la cartuccia) usato solitamente nei fucili da caccia, esploso da distanza ravvicinatissima (pochi centimetri) per cui è verosimile che possa essersi trattato di una tragica fatalità.

Nessuna ipotesi investigativa è esclusa. Nella mattinata di ieri, mercoledì 6 gennaio 2021, nel campo nomadi 50 carabinieri hanno eseguito una perquisizione che però non ha portato ad alcun ritrovamento. Sono state sentite altre persone presenti.

Al momento per l'accaduto non c'è nessun indagato. Escluso, in ogni caso, che qualcuno gli abbia sparato da lunga distanza.

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