Cronaca

Malore mentre fa il bagno in mare nel Casertano: morto il chimico e professore torinese Flavio Visioli

Domani i funerali. I ricordi degli amici

Flavio Visioli in una delle sue attività preferite: guidare gli aerei

Una vita che ne ha racchiuse tante, tali sono state le esperienze che ha vissuto e le cose che poteva raccontare ogni volta che lo si incontrava. Fino a ieri, martedì 20 luglio 2021, quando Flavio Visioli, ingegnere chimico e professore universitario torinese di 86 anni, ha chiuso gli occhi per sempre nel mare davanti a Baia Domizia, nel Casertano dove aveva la sua casa vacanze, mentre stava facendo il bagno. È morto sotto gli occhi della moglie Isolina che lo aveva accompagnato per tutta la vita e gli aveva dato due figli, un maschio che ora vive a Napoli e una femmina che invece vive a Torino come lui.

I coniugi Visioli erano partiti per le vacanze all'inizio del mese: probabilmente sarebbero tornati in città a inizio agosto, anche se, non avendo nessuno dei due impegni fissi, non era una scadenza rigida. Quando i numerosi frequentatori della spiaggia hanno visto il corpo del professore galleggiare ormai era troppo tardi. Il tempo di constatare il decesso per bagnini, soccorritori, medico legale e agenti della capitaneria di porto e poi l'avviso ai familiari e l'organizzazione dei funerali, che si terranno domani, giovedì 22, a Govone (Cuneo).

Poi, per tutti, il momento dei ricordi. Flavio Visioli era nato a Napoli. In gioventù aveva fatto l'aviatore: sapeva guidare qualsiasi tipo di aereo anche se gli era rimasta la passione per quelli da turismo. Si era trasferito a Torino per studiare al Politecnico, non sapendo ancora che, una volta andato in pensione dai suoi impieghi nelle aziende, soprattutto di verniciatura, settore di cui era un esperto, ne sarebbe diventato un professore a contratto di chimica. Aveva iniziato a lavorare nel 1956, quando ancora doveva completare gli studi. È rimasto in servizio fino al 2015.

Era stato anche nominato cavaliere della Repubblica e da diversi anni faceva parte del club Rotary Torino Castello, di cui aveva fatto il presidente nel 2015-16. "Non era un millantatore - racconta Paolo Spiga, componente del club e uno dei suoi più cari amici -: tutto quello che raccontava lo aveva fatto davvero e parlava sempre con cognizione di causa. Era una persona che trasmetteva voglia di vivere ed entusiasmo degni di un 30enne brillante. Abbiamo condiviso la compagnia nel Rotary ed è sempre stata piacevole. Era una persona eclettica, anche se naturalmente aveva la sua specializzazione. Tra noi soci non c'è la tristezza di avere perso un amico, ma abbiamo apprezzato gli ultimi ricordi che avevamo di lui in vita. Fino all'ultimo secondo ha vissuto nella pienezza della sua intelligenza e della sua capacità intellettuale. Questo mitiga molto la tristezza di non averlo più con noi. Per lui è stata una grande fortuna che si è meritato da brava persona quale era. Ha sempre partecipato con grande entusiasmo alle nostre iniziative di solidarietà".

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