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Davide Vannoni aveva 53 anni

Davide Vannoni aveva 53 anni

Morto Davide Vannoni, il papà del metodo-patacca Stamina

Fu arrestato due anni fa

Davide Vannoni, l’inventore e promotore del controverso metodo Stamina (ormai a tutti gli effetti considerato inutile o addirittura nocivo dalla comunità scientifica internazionale), è morto oggi, martedì 10 dicembre 2019, a 53 anni a Torino dopo un lungo ricovero in ospedale dovuto a una malattia incurabile.

A fine ottobre aveva firmato per le dimissioni e ed era rietrato casa contro il parere dei medici.

Vannoni e il metodo Stamina

Nel 2007 aveva sperimentato personalmente una terapia a base di cellule staminali in Ucraina. Tornato in Italia e ritenendo di averne avuto dei benefici, mise a punto un metodo, denominato Stamina, sostenendo che potesse curare diverse malattie, in particolare quelle neurodegenerative.

Tuttavia il metodo non era mai stato scientificamente testato. Negli Stati Uniti gli venne anche respinta la rischiesta di brevetto.

Fondò la Stamina Foundation che riuscì a ottenere il parere favorevole dell'Agenzia italiana del farmaco e della Regione Lombardia per la somministrazione come cura compassionevole e gratuita presso gli Spedali Civili di Brescia. La sua figura (insieme al metodo). divenne famosa in particolare nel 2013 anche grazie alla trasmissione televisiva Le Iene di Italia 1. Diverse famiglie di bambini ammalati spinsero affinché la sperimentazione del metodo iniziasse un po' ovunque, poi perché non fosse sospesa almeno Brescia. In realtà, sebbene molti ne propugnassero la validità, il metodo non aveva alcuna efficacia. Nel 2014 ogni tipo di sperimentazione fu sospeso.

Dal 2009, nel frattempo, il procuratore Raffaele Guariniello della procura di Torino aveva aperto un'inchiesta proprio sul metodo Stamina. Vannoni venne accusato, oltre che di avere raggirato le famiglie dei pazienti (che avevano pagato alla fondazione decine di migliaia di euro), anche di avere somministrato farmaci imperfetti senza averne alcun titolo. Il 18 marzo 2015 Vannoni patteggiò una pena a un anno e dieci mesi (sospesa) con l’impegno a non praticare più la terapia. Avendo continuato a somministrare la terapia in Georgia, il 26 aprile 2017 era stato arrestato nella sua casa di Moncalieri. L'altro procedimento in cui Vannoni era imputato, per tentata truffa ai danni della Regione Piemonte a causa di una richiesta di finanziamenti per le sue attività illecite, si è invece concluso con la scadenza dei termini per la prescrizione.

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