Morte Davide Giovannini di Rondissone, amici non perseguibili

Non sono perseguibili né ci sono accertamenti in corso sui dieci ragazzini che ieri pomeriggio si trovavano con il loro coetaneo di 13 anni morto per la caduta da un edificio in costruzione

Hanno nascosto la verità per paura delle conseguenze. Gli amici di Davide Giovannini, il tredicenne che ieri ha perso la vita a Rondissone, prima di chiamare i soccorsi hanno spostato il corpo agonizzante della vittima, spostandolo all'uscita del cantiere dove è effettivamente avvenuta la caduta.

I ragazzini, tutti studenti della scuola media di Rondissone, non sono perseguibili né ci sono in corso accertamenti su di loro. Non c'è nessuna responsabilità a loro imputabile per quanto riguarda la caduta e il successivo decesso.

Il racconto distorto fatto dai ragazzi non ha convinto in primis il medico legale. Le ferite e i traumi sul corpo di Davide non erano compatibili con quanto dichiarato dagli amici. I Carabinieri li hanno ascoltati una seconda volta e fino a tarda sera, quando è uscita fuori la verità. Davide non è morto per un incidente in bici, ma è caduto dentro il cantiere da un paio di metri.

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