Domenica, 24 Ottobre 2021
Cronaca

Voleva diventare tra i grandi del circo, ma il suo sogno si è infranto in modo tragico: addio ad Artur

Morto annegato nel torrente

Artur Cacciolari aveva solo un grande sogno: diventare uno dei grandi del circo contemporaneo. Arrivava da Rio de Janeiro (Brasile) ed era arrivato quattro anni fa a Grugliasco per frequentare la Scuola di Cirko Vertigo, dove si era da subito imposto come uno degli allievi migliori. Da qui il passaggio al gruppo torinese dei Sonics, con cui aveva girato il mondo e che però aveva lasciato da poco per provare un'altra avventura: l'entrata nel nuovo gruppo allestito da Franco Dragone, uno dei coreografi circensi più rinomati del mondo, già creatore del Cirque du Soleil.

La sua vita è invece terminata a soli 21 anni nel pomeriggio di giovedì 30 maggio 2018 alla Goja del Pis di Almese, dove è annegato dopo avere tentato un salto in una cascata sul torrente Messa che era in piena per il maltempo. La corrente lo ha risucchiato senza possibilità di scampo.

Adesso a piangerlo sono in tanti, in particolare proprio alla Scuola di Cirko. Per il fondatore e direttore Paolo Stratta era "un'anima pura", come lo saluta in un messaggio d'addio su Facebook. "Era uno di quegli artisti con troppo talento, che è impossibile controllare", dice Alessandro Pietrolini, fondatore e direttore artistico dei Sonics, che ha perso quello che considerava quasi un fratello ed è stato tra i primi ad accorrere sul luogo della tragedia.

Oggi, venerdì 1, avrebbe dovuto partire per il Portogallo e mercoledì era l’ultimo giorno utile per terminare il suo video di presentazione per il coreografo. A cui però sarebbe bastato un 'semplice' salto da cinque metri. Per dimostrare di valere lo spettacolo per cui si era candidato, Artur si è lanciato da un'altezza di 13 metri. Questo, purtroppo, gli è stato fatale. "Eravamo d’accordo che se non lo avessero preso nello spettacolo di Dragone o negli altri dove voleva provare ad entrare, sarebbe tornato con noi a settembre", dice ancora Pietrolini.

Artur viveva in una roulotte a Grugliasco per scelta, proprio per sentirsi artista e viaggiatore. Lascia i genitori, che vivono in Brasile, e il fratello che era arrivato anche lui qui da poco. Ma soprattutto lascia tanti compagni d'avventura e un grandissimo talento.

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