Morto mentre difende la sua casa dall'incendio: domani l'addio ad 'Albertino'

Ci sarà anche il vescovo

Alberto Arbrile, morto di infarto mentre difendeva la sua vigna dall'incendio

Mentre è ancora provata dall'incendio, Cantalupa si prepara a dire addio ad Alberto Arbrile, il 26enne morto di infarto mercoledì 25 settembre mentre tagliava gli alberi con una motosega allo scopo di difendere le proprietà della sua famiglia (la casa e la vigna) proprio dal fuoco che si stava avvicinando pericolosamente.

Il funerale

La camera ardente, per iniziativa del sindaco Giustino Bello, è stata aperta nella camera mortuaria della casa di riposo Esterina Coassolo. Numerosi i parenti e amici che gli stanno facendo visita. Il funerale, invece, si terrà domani, sabato 28 ottobre, alle 16 nel giardino della stessa casa di riposo. La cerimonia sarà officiata dal vescovo di Pinerolo, monignor Derio Olivero. Per volontà della famiglia, si tratterà di una festa, con musica e momenti di ricordo del ragazzo.

Tragico destino

Mercoledì mattina 'Albertino', come lo chiamavano in tanti, si era presentato in municipio. Aveva risposto all'appello del sindaco e voleva dare una mano come volontario per contenere l'incendio. I volontari anti-incendi boschivi, tuttavia, lo avevano rimandato a casa in quanto non era provvisto del patentino necessario per intervenire in zone pericolose. Nel pomeriggio la tragedia mentre era con la mamma per evitare che il fuoco raggiungesse le loro proprietà. Il fratello, che invece fa parte dei volontari Aib, ha saputo dell'accaduto mentre era in corso l'intervento per difendere Casa Canada a Frossasco. 

Un ragazzo che amava lo sport

Albertino, che qualcuno chiamava anche 'Sic' per una lontana somiglianza con lo scomparso pilota di moto Marco Simoncelli, lavorava per una catena di supermercati. Era un appassionato delle due ruote e, in particolare, praticava enduro con la sua moto e downhill con la sua bicicletta, mentre in inverno si dedicava alle discese in snowoboard. Era anche un grande appassionato di arrampicata. Aveva un incredibile numero di amici che ora lo piangono, sui social network e non solo. "Amavi lo sport, la natura, la tua terra e la vita - dice uno di loro rivolgendosi a lui -. Avevi un grande cuore e trasmettevi a tutti la tua grande gioia ed energia. Avremmo dovuto scalare insieme tante montagne e trascorrere ancora tante serate allegre tra amici".

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