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L'autopsia rivela: "Il piccolo Elia non è morto per colpa dell'altitudine"

L'autopsia ha rivelato che il piccolo Elia, il bambino che si è sentito male al rifugio alpino e che è poi morto al Regina Margherita, è deceduto per colpa della "Sids"

Non è stata l’altura: l’autopsia sul corpo di Elia, il bimbo morto mentre si trovava giovedì scorso in un rifugio alpino della Valle d’Aosta, ha rivelato che il piccolo di otto mesi appena è deceduto per una “Sids”, la sindrome della morte improvvisa del lattante, una rara patologia che ha un’incidenza statistica inferiore all’uno per mille.

Si tratterebbe, dunque di una “morte in culla”: Elia si trovava con i genitori al Rifugio degli Angeli, a quota  3000 metri in Valgrisenche. Il piccolo si era sentito male più volte, ed è stato soccorso prima con il pronto intervento del soccorso alpino valdostano, poi è stato trasferito in elicottero al Regina Margherita di Torino. I medici hanno rivelato che il bambino aveva avuto quattro arresti cardiaci, l’hanno intubato e hanno cercato di rianimarlo; ma, putroppo, non c’è stato nulla da fare.

L’autopsia, effettuata oggi dal medico legale Roberto Testi, incaricato dal pm torinese Andrea Padalino, ha rivelato quanto i medici suggerivano dopo il decesso: ovvero che l’altitudine non fosse la causa della morte del piccolo Elia. Escluse anche eventuali responsabilità dei genitori.

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