Cronaca

Morta dopo aver preso la Ru486, ma non c'entra la pillola abortiva

Il medico legale esclude che Anna Marchisio sia morta a causa dell'assunzione della pillola abortiva. In attesa del risultato dell'esame tossicologico sul banco degli imputati ora salgono le prostaglandine e l'antidolorifico

Non è ancora stata fatta chiarezza sulla morte di Anna Marchisio, la mamma di 37 anni deceduta lo scorso 10 aprile, qualche giorno dopo l'assunzione della Ru486. Nonostante il gran parlare e l'immediata associazione della morte con la pillola, il medico legale ha escluso che sia stata questa la causa degli oltre dieci arresti cardiaci avuti dalla donna.

Ma allora cosa ha ucciso l'educatrice trentasettenne? Ancora non si sa e potrebbe volerci ancora molto per avere una certezza. L'incognita rimarrà almeno fino a quando non ci saranno i risultati dell'esame tossicologico, che potrebbero confermare le ipotesi dei Silvio Viale, secondo cui a creare i problemi sarebbero stati i farmaci e gli antidolorifici assunti qualche giorno dopo da Anna Marchisio. Sul banco degli imputati ora salgono le prostaglandine e l'antidolorifico Toradol.

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