Cronaca

Ricercatrice di La Loggia uccisa a Ginevra, l'assassino è ancora in fuga

Dopo la laurea nel 2009, Valentina Tarallo si era trasferita in Svizzera. Lunedì rientrava a casa dal lavoro quando un uomo, un suo conoscente secondo la Tribune de Genève, l'ha colpita a morte con una spranga di ferro

Valentina era ricercatrice all'Università di Ginevra, città in cui si era trasferita dopo la laurea nel 2009 a Torino

Ballare e cucinare, specialmente il tiramisù, che preparava seguendo la ricetta della madre. Erano alcune delle passioni di Valentina Tarallo, la ragazza torinese di 29 anni uccisa lunedì sera a Ginevra, al termine di una rapina.

Dopo la laurea in biotecnologie a Torino nel 2009, Valentina si era trasferita in Svizzera. Qui, all’Università di Ginevra - all’interno del Department of Cell, Physiology and Metabolism diretto dal professor Pierre Maechler - faceva la ricercatrice e il suo campo di studi erano le malattie del metabolismo. Con il suo gruppo aveva anche realizzato due pubblicazioni.

Lunedì rientrava a casa dal lavoro, quando un uomo - probabilmente di origine africana, di età compresa tra i 20 e i 30 anni, alto circa 1 metro e 90 - le si è avvicinato e l’ha colpita con una spranga di ferro, uccidendola per poi darsi alla fuga. Il tutto si è verificato in Avenue de la Croisette 22, nei pressi dell’ospedale universitario. Erano le 23. 

All'inizio si è pensato ad una rapina finita male ma, secondo le informazioni in possesso della Tribune de Genève, l'assassino sarebbe un conoscente della vittima. 

Le autorità locali hanno aperto un’inchiesta per far luce sul suo assassinio, mentre i genitori - che vivono nel comune di La Loggia - raggiungeranno presto la città svizzera, così come la sorella, che studia all’estero. Nel frattempo, sul web - dove c’è un gruppo in cui si offrono passaggi andata/ritorno da Torino a Ginevra, a cui anche Valentina era iscritta - a regnare sono dolore e sbigottimento tra coloro che la conoscevano. “Sono senza parole, l’ho portata io a Ginevra domenica sera”, dice Paolo. “Anch’io le ho dato un passaggio più volte, che disgrazia”, è il commento di Mauro. Anche il consiglio comunale di La Loggia ha voluto ricordare Valentina con un minuto di silenzio.

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