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Marisa Amato, rimasta tetraplegica e morta a 65 anni

Marisa Amato, rimasta tetraplegica e morta a 65 anni

Morta dopo essere rimasta tetraplegica nella tragedia di piazza San Carlo, indagati due radiologi

Non avrebbero visto una microfrattura

Due radiologi, uno dell'ospedale Maria Vittoria e l'altro dell'ospedale Molinette, sono indagati per omicidio colposo per la morte di Marisa Amato, la 65enne di Beinasco schiacciata dalla folla in occasione del panico scatenatosi in piazza San Carlo il 3 giugno 2017, nel corso della proiezione su maxischermo della finale di Champions League tra Juventus e Real Madrid, rimasta tetraplegica per i traumi subiti e sopravvissuta fino al 25 gennaio 2019.

Secondo il procuratore aggiunto Vincenzo Pacileo, che a metà giugno 2020 ha inviato loro l'avviso di conclusione delle indagini, sarebbero responsabil, grazie ai loro referti che non rilevarono una microfrattura, di avere "indotto giustificatamente il personale sanitario a rimuovere il collare cervicale, già applicato alla paziente al momento dei soccorsi, e a trascurare l’esecuzione di una risonanza magnetica cervicale".

Gli indagati sono difesi dagli avvocati Gianmaria Nicastro e Roberto Trinchero, secondo cui, a causa dell'incessante afflusso di feriti quella notte negli ospedali, dovettero eseguire un gran numero di radiografie. "Quella microfrattura - sostengono - non era facilmente rilevabile".

Per la tragedia di piazza San Carlo sono stati condannati i componenti della banda dello spray che avevano provocato il panico e sono a processo, per la gestione della piazza, la sindaca Chiara Appendino, l'ex questore Angelo Sanna e altri 13 imputati.

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