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Montessoro: il sito archeologico visto con gli occhi degli studenti di Torino

Un documentario storico-archeologico realizzato interamente dagli studenti dell'Università degli Studi di Torino testimonia l'esistenza di un importante scavo nella città di Montossero, culla di un'antica fattoria di epoca romana

Una testimonianza che rimarrà inalterata nel tempo, così come i resti della fattoria romana, risalente al IV e V secolo d.C., che ha ispirato il documentario storico-archeologico realizzato dagli studenti dell'Università degli Studi di Torino (dalle Facoltà di Scienze dei Beni Culturali al Dams). E' questo il Progetto Montessoro, un documentario girato presso l'omonima cittadina in provincia di Genova in cui è presente lo scavo archeologico gestito dal 2009 fino all'estate 2013 dalla stessa università di Torino.

Il progetto nato anche per dare la possibilità agli studenti di entrare in contatto con le vere realtà archeologiche, ha visto i ragazzi neo-laureati collaborare con archeologi ormai affermati e scoprire cosa si nasconde dietro uno scavo ed è stato motivo di spunto per la realizzazione del documentario storico-archeologico. "La realizzazione della pellicola è nata dalla mia tesi triennale - ci spiega Giorgio Megna, laureato in Beni Culturali -. Insieme al professor Paolo De Vingo, abbiamo voluto lasciare una testimonianza dello scavo e dimostrare che un documentario si può realizzare anche con costi molto ridotti".

Il sito archeologico è stato rinvenuto per caso negli anni '90 dagli stessi coltivatori di quello che è rimasto un terreno privato e quindi non accessibile, tutt'ora, al pubblico. Ed è stato questo il motivo che ha spinto Giorgio ed il suo staff a realizzare un documentario che potesse, in qualche modo, testimoniare il lavoro archeolgico svolto e la gioia degli studenti stessi. Si tratta di un sito molto importante poichè rappresenta la prima testimonianza di un edificio rinvenuto e studiato nel tratto appenninico, ora ricoperto solo da boschi.

Un progetto che ha permesso agli studenti di impratichirsi e che si prospetta essere il primo di una lunga serie: "Il fatto che dei neolaureati abbiano potuto realizzare una cosa del genere, finanziati ed appoggiati dall'università - ci racconta Giorgio - costituisce una speranza per tutti gli studenti. In un Paese in cui si parla spesso di meritocrazia, progetti come questi sono importanti".

Il filmato verrà presentato a breve nell'aula magna dell'università di Torino ed inviato al Festival Internazionale del Cinema di Rovereto: "Per noi, partecipare sarebbe già un gran traguardo - conclude Giorgio -. In ogni caso il filmato farà parte del museo realizzato a Montessoro in testimonianza dello scavo".

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