Imprenditore scomparso, un ragazzo ha prelevato con le sue carte di credito

Ancora nessuna traccia di lui

La ricerca del corpo di Momcilo Bakal con i cani molecolari alla Falchera non aveva dato alcun esito

Un operaio edile 23enne serbo residente a Torino è indagato per ricettazione dalla procura di Ivrea per avere usato le carte di credito appartenenti a Momcilo Bakal, il piccolo imprenditore bosniaco di 45 anni (che abitava a Mappano e aveva una ditta di commercio di legname, la Momo di via Fornacino 71 a Leini) scomparso nel nulla nel settembre 2016.

Il ragazzo ha ammesso le proprie responsabilità (diversi prelievi effettuati in territorio italiano e serbo per un ammontare complessivo di 5mila euro prima che la banca bloccasse le carte) davanti al pm Alessandro Gallo che conduce le indagini per omicidio, ma ha detto di non sapere nulla del destino dell'uomo. Si è giustificando dicendo di averlo fatto per conto del padre che non ne era capace, allo scopo di pagare proprio i dipendenti di Bakal.

Il genitore del 23enne, convocato dal magistrato martedì 31 ottobre 2017 e conoscente proprio di Bakal, non si è invece presentato per ragioni di salute.

Per il momento, dunque, dell'uomo e della sua Volkswagen Tiguan non ci sono tracce. Lo scorso dicembre 2016 anche le ricerche del suo corpo con i cani molecolari nel laghetto della Falchera, dove il tuo telefono era stato agganciato dalla cella per l'ultima volta, avevano dato esito negativo.

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