Martedì, 19 Ottobre 2021
Cronaca Cuorgnè

Moglie tenuta segregata in casa e "trattata come una schiava", marito a processo

Lui però nega tutto

Maltrattamenti e lesioni: è l'accusa per un ambulante marocchino di 28 anni residente a Cuorgné che ieri, martedì 30 ottobre 2018, è comparso come imputato in tribunale a Ivrea. Secondo i carabinieri della compagnia di Ivrea, che erano intervenuti nella casa dove abita lo scorso 5 giugno, avrebbe tenuto la donna in uno stato di segregazione, impedendole di imparare l'italiano e di frequentare tutto ciò che riteneva "troppo occidentale".

Da allora la donna e il loro figlio di un anno e mezzo sono stati trasferiti in una comunità protetta, in un luogo sconosciuto dal marito (che però può vedere il figlio in ambiente protetto).

"Giuro che ti porto in Marocco e ti ammazzo", avrebbe minacciato l'uomo, secondo l'accusa di lei, a giugno quando la moglie, esasperata, gli aveva comunicato la sua intenzione di separarsi perché "mi tratti come una schiava". La donna ha anche accusato l'ex marito di impedirle di comunicare con i genitori rimasti in Marocco.

Difeso dall'avvocato Marco Stabile, l'imputato nega ogni addebito. "Ci sono fotografie che ritraggono la signora in giro per Cuorgné con la suocera il bimbo piccolo, senza la presenza del marito e libera di passeggiare, ci sono messaggi tra i coniugi che smentiscono questo clima di terrore", ha sostenuto in aula il legale.

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