Venerdì, 22 Ottobre 2021
Cronaca

Il mistero di 'Pepi' non è ancora risolto: come ha fatto ad annegare nelle acque del fiume?

Fu trovato morto nel 2016

Il cadavere di Giuseppe Nigra detto Pepi, torinese di 32 anni, fu ripescato alla diga del Pascolo la mattina del 16 luglio 2016 e secondo il medico legale si trovava nelle acque del fiume Po da almeno cinque giorni.

In questi giorni, a fine gennaio 2019, il mistero è lontano dalla risoluzione: il giudice per le indagini preliminari Cristina Domaneschi ha respinto (per la seconda volta) la richiesta di archiviazione della procura sul caso, invitando i magistrati dell'ufficio a fare nuove indagini.

Carabinieri e inquirenti, infatti, non sono riusciti a capire che cosa possa essegli accaduto: se si sia suicidato, se sia caduto accidentalmente o se qualcuno lo abbia fatto cadere. L'autopsia del medico legale Roberto Testi non era stata risolutiva: aveva evidenziato una ferita alla testa da caduta dall'alto e la successiva morte per annegamento (evidentemente aveva perso i sensi, visto che in quei giorni il Po era profondo appena mezzo metro e lui sapeva nuotare).

La madre di Nigra, Aida Dell'Oglio, ha chiesto all'avvocato Silvana Fantini di occuparsi del caso, allo scopo di capire che cosa possa essere accaduto a suo figlio, che soffriva di epilessia ma aveva reagito bene alle cure.

Da poco lui aveva aperto un bed & breakfast in piazza Vittorio Veneto: secondo i parenti, non era sicuramente una decisione che avrebbe potuto prendere una persona che aveva in programma di uccidersi.

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