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Domenica, 23 Gennaio 2022
Cronaca Barriera di Milano / Via Malone, 19

Violenza a Torino Barriera di Milano, entra in chiesa con un punteruolo e minaccia fedeli e religiosi: "Voglio i soldi per comprare la droga"

Sulla vicenda un esposto in procura e alle autorità. "Fatti all'ordine del giorno, bisogna rimettere il presidio fisso"

Un tossicodipendente ha fatto irruzione della chiesa di Maria Regina della Pace, all'incrocio tra corso Giulio Cesare e via Malone a Torino, nel tardo pomeriggio di venerdì 24 dicembre 2021 brandendo un punteruolo e chiedendo del denaro per acquistare la droga. Dopo avere infastidito i fedeli al termine della messa ha provato a entrare in canonica ma è stato allontanato dai tre religiosi presenti in quel momento, tra cui il parroco don Stefano Votta. Non contento, li ha ancora attesi sul sagrato per minacciarli prima di allontanarsi a mani vuote. Il religioso sta per presentare un esposto in procura, inviato per conoscenza alle autorità cittadine e il cui testo è stato concordato con l'arcivescovo Cesare Nosiglia. Anche perché casi come questo sono all'ordine del giorno da quelle parti.

Le reazioni

"Questa volta è andata bene - scrive Mino Giachino dell'associazione Sì Tav Sì Lavoro - perché il parroco era insieme a altri due religiosi. Ma se fosse stato da solo? Avere tolto il presidio di sicurezza in largo Giulio Cesare è stato un errore. Le telecamere servono per le indagini successive ma non prevengono atti violenti e criminali. Occorre rimettere il presidio. Nei giorni scorsi abbiamo portato i generi alimentari raccolti al nostro Natale solidale e il parroco ci ha consigliato di andare prima delle ore di buio. Studi medici chiudono prima per lo stesso motivo. Ma è vita? Occorre una grande svolta che dia un segnale che Torino vuole ritornare ad essere una città più sicura e una città che vuole ritornare a crescere per creare nuovi posti di lavoro".

"L’aggressione a don Stefano Votta è l’ennesimo segnale di quanto la sicurezza sia un diritto fondamentale di ogni torinese", commenta Paolo Damilano insieme agli altri consiglieri comunali di Torino Bellissima, "Non si può tollerare oltre che le persone in questa zona come in altre della nostra città abbiano paura ad uscire di casa. Serve un’azione immediata, non lasceremo sole tutte quelle persone che ci hanno chiesto di essere loro vicine. Per questo chiediamo subito la convocazione di un Consiglio Comunale straordinario che affronti il tema. Ma anche che le forze dell’ordine siano messe nelle condizioni di fare il loro dovere e far sentire la loro presenza. Non devono esistere parti di Torino in cui i torinesi non si sentono sicuri". 

"Non è possibile che un parroco debba avere paura di svolgere il proprio ruolo o anticipare la sua attività prima che faccia buio per il timore di essere nuovamente aggredito con bottigliate o minacciato con un coltello come è successo nella notte di Natale", dice Augusta Montaruli, onorevole di Fratelli d'Italia, "Se avvenisse verso altre religioni si griderebbe giustamente allo scandalo e alla discriminazione. Capita contro la chiesa cattolica e le conseguenze sul piano di intervento e condanna sono praticamente nulle. Non accettiamo di vivere in ghetti all’incontrario e che a essere bersaglio sia chi invece fa solidarietà e integrazione. Le istituzioni da Lamorgese in giù intervengano immediatamente". 

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