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Salone del Libro, dopo bufera giudiziaria proposte due donne al vertice

La nuova presidenza si pone come obiettivo quello di migliorare l'espansione e la crescita di un evento che, attraverso la competenza e la passione di Rolando Picchioni e di Ernesto Ferrero, si è affermato come una delle principali manifestazioni internazionali del Libro

Giovanna Milella e Giulia Cogoli rispettivamente presidente e direttore del Salone del Libro di Torino. Sono questi i nomi che saranno presentati all'assemblea dei soci della Fondazione del Libro a cui si è giunti questa mattina al termine di un vertice al quale hanno partecipato il presidente della Regione Sergio Chiamparino, il sindaco Piero Fassino e gli assessori alla Cultura di Comune e Regione Braccialarghe e Parigi.

La volontà di non dimettersi di Rolando Picchioni - anche dopo l'indagine che lo vede imputato per il reato di peculato per presunte fatture false caricate alla Fondazione per il Libro - ha reso la scelta di un nuovo presidente ancora più difficoltosa.

La nuova presidenza si pone come obiettivo quello di migliorare l'espansione e la crescita di un evento che, attraverso la competenza e la passione di Rolando Picchioni e di Ernesto Ferrero, si è affermato come una delle principali manifestazioni internazionali del Libro.

Già negli scorsi giorni, peraltro, quello della giornalista Giovanna Milella era sembrato il nome più appetibile, essendo la donna anche particolarmente apprezzata dall'assessore comunale alla Cultura Maurizio Braccialarghe. In un primo tempo si era parlato anche della nomina di un presidente o commissario esterno: ipotesi che, però, avrebbe dovuto richiedere, tra le altre cose, le dimissioni dell'intero consiglio di amministrazione.

Nell'incontro di stamane si è anche confermato l'obiettivo di una integrazione tra Salone del Libro, Circolo dei Lettori e altre istituzioni delle principali città del Piemonte dedite alla promozione del libro e della lettura, nonchè alla valorizzazione del patrimonio delle librerie e delle biblioteche.

Quanto al possibile futuro presidente, la giornalista Milella, in attesa di un cambiamento della legge Madia - secondo cui, data l'età, non potrebbe rimanere in carica più di un anno - potrebbe comunque prendere per i prossimi 24 mesi l'incarico a titolo gratuito. Una soluzione rapida per dare una svolta e uscire da un vicolo cieco.

Quanto al fronte giudiziario, Picchioni - su sua richiesta - potrebbe ben presto essere interrogato dalla magistratura. L'accusa è quella di peculato. Secondo i pm Gianfranco Colace e Andrea Beconi avrebbe fatto uso improprio dei fondi pubblici della Fondazione emettendo fatture false a persone compiacenti, le quali incassvano il denaro per poi rigirarglielo, trattenendo una percentuale.

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