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immagine di repertorio

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In carcere spunta un altro micro-cellulare: "Sembra un posto telefonico pubblico"

Trovato in una cella

Un micro-telefono cellulare è stato scoperto dalla polizia penitenziaria ieri, lunedì 11 marzo 2019, alle 14,45 in una cella del carcere delle Vallette occupata da due detenuti italiani di origine napoletane. L'apparecchio era perfettamente funzionante e completo di carta micro-sim nascosta dietro una mensola del bagno.

L'episodio è denunciato dall'Osapp, sindacato autonomo di polizia penitenziaria, per voce del segretario generale Leo Beneduci: "Constatiamo che le carceri con il ritrovamento di grappoli di cellulari, si trasformerebbero, senza l'incessante lavoro di controllo della polizia penitenziaria, in luoghi con 'postazioni telefoniche pubbliche' ovviamente illecite, che rappresenterebbero uno smacco alle regole primarie di una sicura detenzione, quella di impedire una comunicazione indiscriminata con l'esterno. Qualcuno risparmi il buonismo derivante dal fatto che l'utenza userebbe il telefonino solo per le ulteriori comunicazioni con le persone care".

Beneduci rincara la dose verso le amministrazioni pubbliche: "Con gli organici falcidiati dal precedente governo garantire la sicurezza delle carceri non può essere un lavoro miracoloso della polizia penitenziaria, che senza divise e senza mezzi rischia financo di lavorare in borghese nelle sezioni. E con l'attuale gestione dipartimentale si è ottenuto un discutibilissimo record, ovvero impiegare gli allievi agenti in on the job senza la divisa, dando un senso di disfacimento dell'immagine di un corpo che ha più di 200 anni di storia".

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