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Cronaca San Gillio

Michele Padovano, ex Juventus, rischia 24 anni per traffico di stupefacenti

Per l'ex attaccante della Juventus il pm ha chiesto una condanna a 24 anni di reclusione. L'accusa è di associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti

Dopo essere stato in carcere nel 2006, Michele Padovano, arrestato nell'ambito di una vasta operazione dei carabinieri contro il traffico di hashish tra Spagna e nord Italia nascoste tra le cassette di arance, deve fare nuovamente i conti con la giustizia. L'ex attaccante della Juventus deve difendersi in tribunale a Torino dall'accusa di associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti per cui ieri il pm ha chiesto una condanna a 24 anni. Il pubblico ministero Antonio Rinaudo ritiene l'ex calciatore tra i finanziatori della banda che comprendeva decine di persone, quasi tutte già condannate in un precedente processo che si è concluso con il rito abbreviato.

Come prove ci sarebbero intercettazioni telefoniche e pedinamenti, riguardanti in particolari due occasioni, in cui Padovano avrebbe ceduto circa 100 mila euro all'amico d'infanzia Luca M. (i due risiedono entrambi nel Torinese), ritenuto il capo dell'organizzazione criminale. Per quest'ultimo l'accusa ha chiesto una condanna a 44 anni. I due amici sono i soli ad avere scelto il rito ordinario per difendersi dalle accuse, contro cui si sono sempre proclamati innocenti, rinunciando allo sconto di un terzo previsto per la pena. L'indagine del 2006 comportò il sequestro di 23 quintali di hashish, per un valore stimato di 14 milioni di euro: decine di milioni di dosi di droga destinate al Nord Italia. I guadagni per la banda, secondo gli investigatori, erano stati valutati in cinque volte il denaro investito nell'acquisto della droga.


Gli investigatori arrivarono a scoprire il coinvolgimento dell'ex calciatore tramite le intercettazioni telefoniche e i pedinamenti nei confronti dell'amico che, a dispetto del suo status di disoccupato, aveva un tenore di vita molto alto, caratterizzato dal continuo acquisito di auto costose, tra cui il suv Tuareg Volkswagen che diede il nome all'operazione. I militari accertarono anche che Padovano si presentò nel piccolo ufficio postale di San Gillio (Torino), dove risiede, per depositare 100 mila euro in contanti, in biglietti ben ordinati e contenuti in una scatola da scarpe. Secondo l'accusa, si trattava di denaro proveniente dal traffico illecito. Padovano ha giocato (e segnato molti gol) in varie squadre: Cosenza, Pisa, Napoli, Genoa, Reggiana, Juventus, Crystal Palace (Inghilterra) e Metz (Francia). Conta anche una presenza in Nazionale. Ha avuto anche brevi esperienze come dirigente calcistico. (Ansa)

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