Domenica, 1 Agosto 2021
Cronaca

Disabili e trasporti pubblici, dura sentenza del Tar nei confronti del Comune

Il Tar tira le orecchie a Fassino e alla sua Giunta per quanto riguarda la fruibilità dei mezzi pubblici torinesi da parte delle persone disabili. Solo la metà di bus e tram sono attrezzate ad esempio per le carrozzine

I trasporti pubblici di Torino non sono a prova di disabile e ciò non va assolutamente bene. A dirlo è il Tar del Piemonte, sollecitato da un ricorso presentato da diverse associazioni contro il Comune e contro i mezzi pubblici inadeguati al trasporto di tutti i cittadini.

I giudici del Tribunale Amministrativo Regionale sono stati chiamati in causa per un problema che va avanti dal 2012, da quando cioè erano stati eliminati i buoni taxi per i disabili. Una decisione che era stata fortemente contestata all'epoca ma che non aveva visto il Comune fare marcia indietro. Su questo punto però il Tar ha dato ragione a Fassino e alla sua Giunta. Mantenere un servizio di taxi gratuito può essere oneroso per le casse comunali e quindi, a fronte di una mancanza economica, può essere modificato o eliminato.

Storia completamente diversa invece quella dei mezzi pubblici. Qui il Tar parla di "accertata condizione di inadempienza nella quale versa il Comune di Torino, rispetto ai doveri di programmazione e pianificazione". Se infatti i disabili non possono spostarsi gratuitamente con i taxi, dovrebbero poter essere liberi - come chiunque - di  poter utilizzare bus e tram. E invece non possono. La causa è l'inadeguatezza dei mezzi di Gtt, il tutto attestato dai numeri: solo il 58% degli autobus ha il pavimento ribassato adatto all'entrata delle carrozzine, solo il 37% ha un sistema audiovisivo indispensabile per i non vedenti e non udenti, di tutti i mezzi solamente la metà sono attrezzati per ospitare la carrozzelle.

Il Comune dovrà adesso correre ai ripari, anche se la soluzione non è semplice e immediata. Una delle prime cose sarà quella di rispettare il contratto con Gtt nella parte in cui prevede l’obbligo di dare attuazione ad un programma pluriennale di investimenti per la mobilità dei disabili. Inoltre, a questo, va aggiunta l'eliminazione delle barriere architettoniche, con riferimento in particolare alla “accessibilità degli spazi urbani”, alla “individuazione e realizzazione di percorsi accessibili”, alla “installazione di semafori acustici per non vedenti”, alla “rimozione della segnaletica installata in modo da ostacolare la circolazione” per le persone disabili.

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