Domenica, 24 Ottobre 2021
Cronaca

Mense scolastiche: "Non chiedete il bis"

Sempre più la questione della refezione scolastica, ovvero la mensa per gli studenti della scuola pubblica, si sta configurando come uno dei più problemi più sentiti dai genitori di bambini e ragazzi in tante città d’Italia

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TorinoToday

Sempre più la questione della refezione scolastica, ovvero la mensa per gli studenti della scuola pubblica, si sta configurando come uno dei più problemi più sentiti dai genitori di bambini e ragazzi in tante città d'Italia.

Un caso emblematico è quello di Roma riportato da un quotidiano nazionale, dove le mamme di una scuola ad est della Capitale hanno denunciato che i loro figli "mangiano poco, a volte pochissimo, e sempre le stesse cose" con tanto di immagini dei pasti giornalieri offerti ai piccoli, porzioni scarse e materie prime scadenti. 

La parola d'ordine è: risparmio. E così nel nuovo contratto siglato dal Comune di Roma, si è passati dai 5,46 euro a pasto come base d'asta, ai 4,50 euro, per vincere la gara d'appalto. Quattro virgola cinquanta, moltiplicato 144 mila per altrettanti bambini, è un affare con tanti zeri sul contratto, e tutti i dubbi sono legittimi, anche alla luce dei recenti scandali emersi a Roma, soprattutto su come un servizio di refezione scolastica possa generare utili così considerevoli.

In questa storia e in tante altre ci sono delle analogie con la situazione delle mense a Moncalieri, infatti i genitori dei bambini che frequentano i vari plessi scolastici hanno lamentato varie anomalie. Come la scarsità delle porzioni, qualità dei cibi scadente e menù poveri con tanta pasta e poche verdure. Merendine al posto della frutta fresca perché il personale scolastico non lava la frutta (?), e risposte date ai genitori che sfiorano il ridicolo se non fosse che stiamo parlando di questioni molto serie. Così serie da spingerci ad analizzare come vengono assegnate alle varie aziende fornitrici dei pasti i vari lotti. 

Partendo dal valore nominale del pasto (un costo a ribasso simile a quelli adottati nelle città citate in precedenza) previsto per i vari: Lotti A e B: € 4,70 oltre I.V.A (4%) a pasto Lotto C: € 4,75 oltre I.V.A (4%) a pasto. I concorrenti possono presentare offerte per più lotti, ma aggiudicarsene al massimo due. I 60 punti attribuibili al progetto/offerta si stabiliscono in base a vari criteri come: Adeguatezza strutturale centro di cottura; Sistema rintracciabilità interna della produzione; Modalità di gestione delle diete speciali; Piano di emergenza.  L'esito della gara ha ripartito i vari lotti alle seguenti aziende: Lotto A: DUSSMANN SERVICE SRL; lotto B: GEMEAZ ELIOR SPA; Lotto C: ALL FOODS srl.

Ma dall'analisi dei punteggi risulta, ad esempio, che la All Foods, nonostante abbia gli standard di qualità peggiori (il giudizio della commissione in merito ai parametri tecnici è impietoso rispetto alle altre), sia riuscita a strappare comunque un lotto. Perché le altre aziende che, a giudizio della commissione, hanno parametri tecnici/economici migliori non hanno presentato un'offerta anche per il lotto C?

E ancora a fronte del pessimo giudizio sulla qualità del cibo, perché non si inseriscono nei punteggi da attribuire alle varie aziende anche i giudizi degli alunni? Magari come ha suggerito qualche genitore, durante recente incontro su mense scolastiche, dando agli studenti dei questionari, la cui proposta ha suscitato molto entusiasmo da parte dell'amministrazione arrivando ad affermare che è un'ottima idea. 
Evidentemente c'è un bisogno disperato di buon senso e ottime idee…

Inoltre ci chiediamo se il Comune abbia recepito, o recepirà prima o poi, una legge nazionale, proposta dal M5S e approvata qualche mese fa in Parlamento che prevede l'inserimento di cibo biologico nelle mense scolastiche, nonché l'eliminazione dalle scuole dei distributori con cibi confezionati e non indicati per una sana alimentazione. Nel frattempo nelle mense moncalieresi è meglio non chiedere il bis.

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