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"Alle Vallette si mangia male", polizia penitenziaria sul piede di guerra

Osapp, Sappe e Uspp dopo il cambio della ditta appaltatrice: "Inutile cambiare i direttori d'orchestra se i musicisti restano gli stessi"

L'ingresso della mensa del carcere delle Vallette

"La polizia penitenziaria mangia in modo pessimo". La protesta parte dalle organizzazioni sindacali Osapp, Sappe e Uspp, che dennciano che "continuano a giungere innumerevoli lamentele circa il malfunzionamento della mensa di servizio. Tali segnalazioni da parte del personale riguardano, come purtroppo già in passato, la qualità delle derrate alimentari e in special modo la preparazione delle stesse, che sarebbero poco appetibili, poco o troppo cotte e spesso pertanto immangiabili e con porzioni ridicolmente esigue. Spesso i colleghi si recano in mensa ed escono senza aver toccato cibo, lamentandone la scarsa appetibilità tanto è vero che sono in molti a non consumare il pasto, con evidente nocumento alla salute fisica e anche psichica, perché quello che dovrebbe essere anche un momento di pausa e ricreazione sociale rischia di ingenerare frustrazione e stress".

Da poco è cambiato l'appalto della mensa del carcere, passato alla Dussmann. "Nonostante il cambio di gestione - precisano i tre sindacati - spiace segnalare che nulla è cambiato per il benessere del personale. Ci permettiamo una metafora: a nulla serve cambiare il direttore d'orchestra se poi i musicisti rimangono gli stessi e non cambiano l'approccio e la dedizione al loro lavoro, l'orchestra suonerà comunque male".

Un'ultima questione riguarda l'acqua fornita durante i pasti. "Sarebbe stato segnalato a queste organizzazioni sindacali - scrivino ancora Osapp, Sappe e Uspp - che non sia minerale ma sia semplice acqua potabile dei rubinetti, filtrata. Qualora l'informazione fosse fondata, chiediamo di conoscere se il contratto di appalto lo preveda, ovvero preveda bottigliette sigillate, fornite peraltro in tutti gli istituti del Piemonte".

Per queste ragioni i sindacati hanno chiesto un incontro, o meglio "un sereno confronto" col direttore del carcere, Domenico Minervini, e con la nuova ditta appaltatrice del servizio mensa.

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