Deve pagare un milione di tasse, imprenditore minaccia lo sciopero della fame

Mauro Esposito, che denunciò le cosche della 'ndrangheta, sarà accompagnato nell'iniziativa dal senatore Esposito, dal consigliere Ferrentino e da Pino Masciari

Mauro Esposito

Mauro Esposito, l'imprenditore di Caselle Torinese che nel 2011 denunciò le cosche della 'ndrangheta relativamente alle infiltrazioni in un cantiere edile di Rivoli, minaccia lo sciopero della fame dopo che l'Agenzia delle Entrate e l'Inarcassa, ente previdenziale di ingegneri e architetti, gli hanno intimato di pagare oltre un milione di euro.

Il maxi-salasso è stato stabilito dai due enti a titolo di risarcimento per denaro che la sua società, la Me Studio srl, avrebbe percepito indebitamente in quanto non titolata a concorrere ad appalti, non essendo ammessi, per un cavillo burocratico: la legge Bersani del 1997 lo prevedeva, ma non sono mai stati varati i decreti attuativi. "Il mio caso - dice Esposito - è unico in Italia: in tutti gli altri analoghi c'è scritto che i giudici di Torino hanno preso un abbaglio giudiziario".

Ad accompagarlo nell'iniziativa di protesta, che inizierà domani "se non avrò alcun riscontro dai due enti", ci saranno il senatore e il consigliere regionale Pd Stefano Esposito e Antonio Ferrentino e anche un altro imprenditore-simbolo della lotta alle cosche, il calabrese Pino Masciari. "Ci opponiamo - ha detto il senatore omonimo dell'imprenditore - a una burocrazia cieca che non tiene conto per nulla del fatto che questa persona ha avuto il coraggio di fare ciò che normalmente la gente non fa".

"A causa di quel cavillo - dice Mauro Esposito - ho chiuso una ditta che aveva già stipulato contratti per 12 milioni in Oman. Ho licenziato 50 persone e le altre 30 lavorano solo sei ore al giorno perché non posso permettermi di pagarle. Chiedo al presidente della Repubblica un incontro per raccontargli la vicenda e pagare in tempi un po' più lunghi". Secondo gli enti che esigono la somma "non c'è nesso eziologico tra vicenda penale di Esposito e il mancato pagamento dell'imposta". La causa civile sulla vicenda, per ora, è ferma in Cassazione. "Non si considera neanche - dice - che è stata la 'ndrangheta a rovinarmi".

"Chiederemo a Mauro di venire in commissione antimafia - dice Ferrentino - e al presidente Chiamparino un incontro urgente anche con i vertici dell'Agenzia delle entrate per provare almeno a sospendere il pagamento".

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