Sabato, 16 Ottobre 2021
Cronaca Carmagnola

Pagare per realizzare i propri sogni: la storia di Massimo di Carmagnola

Massimo ha creato un piccolo programma televisivo che parla di videogiochi. L'ha presentato ed è piaciuto. Solo che, poi, ha scoperto che per continuare a mandarlo in onda doveva pagare

Una storia come tante, la storia di chi prova a proporre un'iniziativa e viene bloccato sul nascere, perchè gli spazi sono pochi e per quei pochi, a volte, bisogna pure pagare. Massimo B., abita a Carmagnola, è un ragazzo come tanti, un esperto di informatica che ha fatto del web il suo lavoro. E' un autodidatta, ma ci ha provato, a sbarcare altrove, a navigare i mari delle emittenti televisive, quelle regionali, perchè da qualche parte si deve pur partire.

E' un esperto di videogiochi, e quando un giornalista di Torinow se ne accorge, gli propone subito di fare delle ospitate per il loro canale. Le due puntate vanno bene, sono seguite, interessanti: nessuno ha mai pensato di realizzare qualcosa del genere a livello locale, tant'è che, inaspettata, arriva un'altra telefonata, un gancio con un'altra televisione locale, anche piuttosto nota. Gli propone di realizzare un format, tutto suo, di crearlo dal nulla e di parlare dei suoi videogiochi. Massimo, prende il suo team, intavola le idee, pensa e mette su un paio di puntate, le registra e pubblicizza sui social. Arriva finalmente sabato, l'appuntamento è per le ore 19 e, anche se la tv la fa partire con un po' di ritardo, la puntata va in onda, ed è un successo. Il progetto è piaciuto e la settimana successiva Massimo si reca in studio per consegnare la seconda registrazione. Si parla di progetti, si sogna, perchè in fin dei conti le possibilità sono concrete.

Tuttavia, la seconda puntata non va in onda. Massimo è incredulo "Mi ha scritto un sacco di gente, dicendomi che per ore è stata incollata alla tv ad aspettare- afferma - Ho fatto un bruttissima figura di fronte alle persone che mi seguono da sempre".

Massimo chiama i responsabili e dopo una settimana di silenzio qualcuno gli spiega che i tecnici hanno avuto dei problemi col caricamento dei file. Tutto risolto, non fosse che, oltre alla presa per i fondelli arriva anche la richiesta di denaro. Sì, perchè Massimo, se vuole continuare a mandare in onda il suo format, deve pagare. Oggi funziona così "molte televisioni campano letteralmente di poveri che pagano per mandarsi in onda la propria trasmissione".

Massimo, però, non molla. Ha deciso di mandare in onda ugualmente le sue puntate su Youtube. Ha creato una web tv che si chiama "VG videogames generation", che raccoglie tutti i suoi video e le sue puntate. Va avanti da solo perchè, al momento, la libertà d'iniziativa ha le ali mozzate qui. "Ci sono un sacco di giovani là fuori con tante idee, lasciateli crescere! Le idee dei giovani farebbero molto successo. I giovani, anche se hanno volontà, non hanno l'opportunità di avere degli spazi ed in ogni caso li devono pagare!!!!"
 

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