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La "Vercellese": l'inno di Francia è stato scritto da un piemontese

La scoperta durante la registrazione dell'opera omnia di Giovanni Battista Viotti. Il compositore di Fontanetto Po ha scritto la musica poi diventata l'inno di Francia nel 1781

Una delle consuete litanie che noi piemontesi siamo soliti borbottare recita più o meno così: "Tutto è nato in Piemonte, ma ce lo siamo fatti portare via". I "ladri", secondo questa versione, avrebbero le facce e le nazionalità più diverse; in molti casi sarebbero i fratelli d'oltralpe, (spinti nelle ruberie da ingegno personale o guidati da quel Napoleone chiamato in causa per ogni furto, o presunto tale, delle opere d'arte del nostro Paese). Ma il "furto" più clamoroso di tutti riguarda l'emblema stesso della Francia: la Marsigliese.

Sì, perché l'inno adottato dalle truppe rivoluzionarie, in realtà, di rivoluzionario avrebbe ben poco. E anche di francese. La musica più famosa di Francia è infatti stata scritta dal compositore piemontese Giovanni Battista Viotti (1755-1824) nel 1781, ben prima che a Parigi gli animi si scaldassero e Luigi XVI facesse la brutta fine che sappiamo.

Lo scoop musicale circolava da un po' di tempo; ma a renderlo di dominio pubblico sono stati il maestro Guido Rimonda e la Camerata Ducale, che hanno inserito nel secondo volume dell'opera integrale viottiana un tema e variazioni in do maggiore a tutti molto noto. L'Espresso ha poi dato ampio risalto alla vicenda. Ascoltando però il tema e variazioni per violino e orchestra ci sono pochi dubbi: l'inno francese andrebbe retrodatato, e la sua paternità attribuita a Viotti. Rouget de Lisle, il compositore che fino ad oggi è stato considerato l'autore dell'inno, sarebbe stato insomma artefice di una colossale scopiazzatura. La musica classica non era nuova a questo genere di operazioni, anche perché non esisteva il diritto d'autore: ma la scoperta del plagio sarebbe stato esclusivo oggetto della critica musicale, se questa volta non avesse toccato una melodia che per i francesi è il simbolo stesso della Nazione.

Viotti era inoltre amico della regina Maria Antonietta (altro che rivoluzionario), e dovette presto abbandonare la Francia sotto l'accusa di essere un reazionario. Intanto, marciando sulla musica del suo tema e variazioni, le armate francesi entravano anche in Piemonte (terra dalla quale, ironia della sorte, proveniva la celebre canzone rivoluzionaria "Carmagnole"), iniziando la Guerra delle Alpi terminata con il Trattato di Cherasco. Nel dicembre 1798 la corte dei Savoia avrebbe dovuto scegliere l'esilio.

Il mondo musicale è in subbuglio, e intanto Wikipedia ha già attribuito al maestro di Vercelli la paternità della Marsigliese; d'ora in poi, verrà forse chiamata "la Vercellese?".

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