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A Carmagnola la marcia delle vacche: "Il latte è caro, le stalle rischiano la chiusura"

La crisi del settore zootecnico colpisce tutte le filiere, dal settore latte ai suini, alla carne. Gli allevatori chiedono nuove riforme

La 'Marcia delle vacche' di Carmagnola, così è stata ribattezzata l'ultima mobilitazione degli allevatori nella battaglia per il prezzo del latte, è stata una mobilitazione importante, tenutasi in un momento in cui tutta l'agricoltura piemontese vive una grave fase difficoltà e una crisi non risolvibile probabilmente in tempi brevi. Il corteo è stato organizzato dalla Cia, la Confederazione agricoltori per "richiamare l'attenzione dell'opinione pubblica su un comparto destinato al fallimento".

La crisi del settore zootecnico colpisce tutte le filiere, dal settore latte ai suini, alla carne. Per il latte, è del tutto evidente che i prezzi riconosciuti alla stalla sono calati drasticamente e non consentono un’adeguata remunerazione del lavoro svolto dagli allevatori. “Questo rappresenta un danno per le imprese e per i consumatori – spiega il presidente Uncem Piemonte Lido Riba, al termine della manifestazione di Carmagnola -, all'interno di un sistema piemontese che ha fatto della qualità la sua firma e che non può accettare speculazioni nelle fasi intermedie della filiera, fatte di trasformazione e commercializzazione. In questo scenario, anche le imprese del territorio montano soffrono, colpite dall'aumento della tassazione, dalle difficoltà strutturali per la gestione del territorio, dalle norme non coerenti con le esigenze di chi vorrebbe insediarsi nelle Terre Alte creando nuove aziende agricole". 

Eppure, le imprese delle aree montane piemontesi resistono puntando proprio sulla qualità, su nuovi prodotti, su tradizioni e biodiversità. Oggi il latte «spot» viene pagato ai produttori 29 centesimi al litro, contro i 36 di un anno fa : un calo quasi di un quinto che però non trova riscontro nella spesa dei consumatori che al supermercato mediamente pagato un litro di latte un euro e mezzo, con ricarichi superiori al 400 per cento. “Una situazione allarmante - secondo il consigliere regionale di Forza Italia, Gian Luca Vignale e la vicepresidente del Consiglio Regionale, Daniela Ruffino. “La Regione deve mettere allo stesso tavolo imprese agricole, di commercializzazione e di distribuzione di prodotti caseari e grande distribuzione al fine di garantire che i prodotti che vengono venduti come piemontesi e italiani siano realizzati esclusivamente con latte locale non straniero. Serve un’azione incisiva di  promozione dell’intera filiera al fine che il guadagno sia equamente diviso e si arrivi a pagare il latte 40 centesimi al litro”.
 

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