Domenica, 25 Luglio 2021
Cronaca

La figlia 33enne guadagna troppo poco, giudice obbliga il padre a continuare a mantenere la donna

La decisione del tribunale, che ha dato ragione alla ragazza che aveva denunciato il padre perché aveva smesso di versare l'assegno di mantenimento

Immagine di repertorio

Quando aveva saputo che la figlia aveva trovato un lavoretto, lui aveva smesso di versarle l'assegno stabilito per il mantenimento. La ragazza si è però rivolta a un tribunale e ora il giudice le ha dato ragione, condannando il padre a due mesi di carcere e stabilendo per lui la sospensione condizionale a patto che versi subito una provvisionale di 3mila euro immediatamente esecutiva per la figlia. La vicenda è raccontata dall'edizione torinese del quotidiano La Repubblica.

Le motivazioni della sentenza devono essere ancora depositate, ma la decisione del giudice sembra considerare responsabilità del genitore il mantenimento della figlia anche quando questa ha raggiunto l'età adulta ma non ha stabilità lavorativa.

La vicenda giudiziaria e la decisione del giudice

Cinque anni fa la ragazza aveva denunciato il padre perché dal 2012 aveva smesso di darle l'assegno. Nella sentenza di divorzio, il giudice aveva stabilito che l'uomo, che si era separato dalla moglie nel 2000, dovesse corrispondere all'ex moglie 500mila lire. Dopo un periodo di pagamenti saltuari e mai completi, alla fine il padre – con il quale aveva sempre avuto rapporti molto difficili – smise di versare del tutto l'assegno da 258 euro al mese , aveva denunciato la ragazza, raccontando di essersi trovata per questo comportamento in gravi difficoltà economiche e di aver patito frustrazione e disagio nel vedersi costretta a far ricorso all'aiuto della madre per sopravvivere.

In aula la ragazza ha descritto la propria situazione economica: dopo aver iniziato con piccoli lavori saltuari subito dopo il diploma di ragioneria, la 33enne era poi approdata a un part time dal 600 euro al mese nel 2015. Oggi guadagna 786 euro e vive ancora con la madre.

Al giudice il padre ha detto di aver smesso di pagare l'assegno alla figlia perché sapeva che stava comunque lavorando e ha raccontato di avere lui stesso difficoltà economiche, dichiarandosi nullatenente e senza lavoro.

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