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Il manifesto incriminato /foto da Twitter

Il manifesto incriminato /foto da Twitter

Roberto Cota: "Il manifesto choc di Salgado non è della Lega Nord"

Le immagini del documentarista brasiliano, sparse per la città e usate abusivamente, riportano il simbolo della Lega. Ma il segretario smentisce che siano del partito

Ecco come una foto può far scatenare la polemica. Dopo la comparsa in città di un'immagine del fotografo Sebastiao Salgado, in forma di manifesto in un apposito espositore situato davanti alla sede universitaria di Palazzo Nuovo, è nata la polemica. La foto rappresenta un uomo di colore che stringe fra le braccia un bambino malato e morente: al di sopra la scritta "Stop invasione" e immediatamente sotto "Rimandiamoli al loro paese". Ma non è l'unico manifesto che compare a Torino. Altri infatti, che utilizzano abusivamente le immagini del fotografo brasiliano, sono stati segnalati in città: uno di questi si trova in Lungo Po Cadorna tra piazza Vittorio e corso San Maurizio.

Sui manifesti viene riportato inoltre il simbolo della Lega Nord. Ma Roberto Cota, segretario della Lega Nord Piemont, smentisce seccamente che il partito abbia mai utilizzato quella foto e dichiara che sarà sporta denuncia: "Qualcuno in città ha affisso questa foto di Salgado, peraltro protetta da copyright, utilizzando il nostro simbolo. Faremo denuncia!".  

Anche l'agenzia Contrasto - che in Italia rappresenta il famoso fotografo - ha denunciato un "uso abusivo delle sue immagini e fortemente diffamatorio". Le opere del documentarista brasiliano Sebastiao Salgado si ispirano infatti a valori del tutto contrari al messaggio razzista che traspare dal manifesto. L'agenzia infatti, su mandato del fotografo, ha intrapreso immediate azioni legali in difesa del suo lavoro e del suo onore.

La Procura di Torino ha aperto un fascicolo e ha incaricato la Polizia di indagare sul falso manifesto della Lega Nord.

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