"Caro Sindaco" ti scrivo, manifesti Olivetti annunciano lo sgombero di Askatasuna

Non è la prima volta che l'avvocato si lancia in trovate analoghe. Lo scorso giugno, per sua opera, erano apparsi a Torino alcuni manifesti che facevano riferimento ai doveri degli immigrati nella nostra città

Il manifesto di Olivetti

Sarà forse l'aria delle imminenti elezioni comunali e della corsa all'ardita poltrona di sindaco, sarà che di problemi irrisolti, a Torino, ce ne sono molti. E se non sono bastati i cartelloni appesi in diverse zone della città lo scorso giugno per scongiurare l'ondata di migranti, forse le affissioni che sono comparse da qualche giorno contro il centro sociale Askatasuna sembrerebbero dare l'idea di un'azione più concreta. Dietro sempre la stessa mano, quella dell'avvocato Luca Olivetti - sostenitore del movimento "Un sogno per Torino" - che stavolta prende di mira gli occupanti del centro sociale Askatasuna di corso Regina Margherita, annunciando l'imminente liberazione dell'immobile, dando addirittura la data - il 5 novembre - e scagliandosi contro il sindaco Piero Fassino e le promesse non rispettate.

Da qualche giorno il manifesto appare a caratteri cubitali tra le vie torinesi: “Caro sindaco il 5 novembre alle ore 20, libereremo l’immobile occupato abusivamente dagli Askatasuna. Ti aspettiamo per la consegna delle chiavi”. L'affissione che riporta la sigla del movimento e una grossa chiave come simbolo, suona a tratti come invito, a tratti quasi come una minaccia. Tanto che a dare manforte all'avvocato Olivetti ci ha pensato pure il consigliere di Fratelli d'Italia Maurizio Marrone, il quale ha annunciato l'invio di una diffida al sindaco Fassino. Sì perchè il primo cittadino non avrebbe attuato la mozione presentata dal partito stesso circa due anni fa e che impegnava l'amministrazione a mettere in vendita con gara pubblica l'immobile abusivamente occupato dagli autonomi di Askatasuna e a destinare i proventi all'esangue welfare cittadino. "Si tratta di un adempimento obbligato e dovuto dall'assessore Passoni, che finora si è infischiato dell'indirizzo politico espresso dalla Sala Rossa su Askatasuna seppur costretto dal regolamento del Consiglio comunale e dallo statuto della Città, quindi dalla legge, ad attuarlo - ha affermato il consigliere Marrone -. Se entro il 5 novembre l'amministrazione comunale non avrà avviato la vendita di Askatasuna ricorreremo alla magistratura per la diretta attuazione della mozione in sostituzione della Giunta inottemperante".

I cartelloni di Olivetti, stavolta, parrebbero aver colpito nel segno. Non è la prima volta che l'avvocato si lancia in trovate analoghe. Lo scorso giugno, per sua opera, erano apparsi a Torino alcuni manifesti che facevano riferimento ai doveri degli immigrati nel nostro Paese: "Benvenuto a Torino, se intendi rispettare la nostra legge, la nostra cultura, la nostra storia. Se sei venuto per delinquere o per imporre la legge della shari’a …faremo l’impossibile per cacciarti”. Oltre a un po' di spazio sui media la cosa era poi andata nel dimenticatoio. Questa volta cosa succederà?

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