Martedì, 28 Settembre 2021
Cronaca Centro / Piazza Vincenzo Arbarello

Duemila tassisti oggi in sciopero contro Uber, corteo per le vie del centro città

La protesta contro il servizio di trasporto automobilistico privato Uber si traduce in un corteo che parte da piazza Arbarello alle ore 9. L'obiettivo è quello di incontrare sindaco e Prefetto e ribadire loro che Uber fa "concorrenza sleale"

Oltre duemila tassisti oggi sfilano per le vie del centro di Torino per protestare contro il servizio di trasporto automobilistico privato Uber. Una manifestazione che parte da piazza Arbarello e che vede la partecipazione di quasi tutti i taxi cittadini, a cui si aggiungono quelli provenienti da Genova, Milano, Roma e Napoli.

Il corteo parte alle ore 9 e arriverà in piazza Castello dove ha sede la Prefettura di Torino. L'obiettivo dei tassisti è quello di parlare sia con il rappresentante del Governo, sua con il primo cittadino Piero Fassino. A entrambi lo scorso 12 febbraio era stato inviato un dossier fatto dallo studio Pavia/Ansaldo per ricordare le linee guida della legislazione in vigore che vorrebbero fossero rispettate da tutti. "Uber deve sottostare come tutti alle regole", lamentano i tassisti con cui gli autisti Uber hanno avuto uno scontro tutt'altro che pacifico lo scorso 20 gennaio in via Madama Cristina all'uscita del teatro Colosseo.

Oltre alla manifestazione mattutina, un secondo presidio andrà in scena alle ore 14 davanti alla sede dell'Authority dei Trasporti in via Nizza. "Il tema della legittimità della piattaforma Uber dipende da come questa soluzione tecnologica viene utilizzata - ha detto il presidente dell'Authority Andrea Camanzi intervistato in radio -. Se, infatti, essa viene adoperata come piattaforma di prenotazione, allora il problema attiene ai profili della liberalizzazione nel settore dei 'servizi di autotrasporto pubblico non di linea' e, quindi, di un'armonizzazione della legislazione vigente con l'avvento di queste nuove tecnologie. Diverso è il caso di servizi, come quelli denominati 'Uber-Pop', in cui si offrono servizi di trasporto di cortesia per finalità semi-commerciali. In questa circostanza è evidente che si pone un problema di sicurezza che dev'essere garantita al cittadino e su cui va fatto un serio approfondimento".

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