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Corteo in via Di Nanni (foto William Back)

Corteo in via Di Nanni (foto William Back)

Corteo e scontri nella notte in via Cesana: contusi due poliziotti

Un centinaio di manifestanti ha sfilato in corteo e poi ha tentato di occupare l'ex Diatto. Ma in via Cesana la Polizia ha presidiato per tutta la notte

Dopo una giornata già ricca di momenti di tensione, l'area attorno all'ex Diatto di via Cesana ne ha vissuti altri più intensi nella tarda serata di ieri. Gli attivisti del centro sociale Gabrio e il comitato SniaRischiosa sono scesi in strada per sfilare in corteo contro lo sgombero e la demolizione dell'ex fabbrica.

"Ex Diatto non si tocca, stop alle speculazioni", si legge sullo striscione che apre il corteo, "non lasceremo cementare il futuro", c'è scritto su un altro. Questi sono i principali punti di protesta contro il lavoro deciso dal Comune di Torino per riqualificare un'aerea ormai abbandonata da anni. Al posto della fabbrica dismessa nasceranno negozi e parcheggi: opere inutili secondo gli antagonisti, i quali accusano essere solo speculazioni.

La protesta si è trasformata da pacifica in scontri quando un centinaio di manifestanti ha cercato di occupare nuovamente l'ex Diatto, trovandosi però davanti le forze dell'ordine schierate. Sono stati lanciati fumogeni, petardi e bottiglie di vetro. Nel corso di una breve carica di alleggerimento due agenti di Polizia, tra cui un dirigente, sono rimasti lievemente contusi. Entrambi sono stati medicati in ospedale. Le forze dell'ordine hanno poi presidiato per tutta la notte l'ex fabbrica.

"REPERTI ROMANI SOTTO LE MACERIE" - Il comitato SniaRischiosa nel pomeriggio di ieri ha fatto un sopralluogo con il consigliere comunale di Sel Michele Curto e con due archeologi all'interno dell'ex Diatto. Obiettivo verificare le condizioni dei resti dell'acquedotto romano presente all'interno dal 2010 quando fu spostato da via Botero. "Sotto le macerie dei primi muri abbattuti sono finiti anche alcuni reperti archeologici di pregio dell’acquedotto romano scavato in via Botero, abbandonato in quello che per anni ha funzionato come magazzino comunale - scrivono in un comunicato dal comitato -. Sui reperti sono crollate le macerie murarie, alcuni presentano fratture, altri sono indistinguibili dalle macerie stesse".

Durante il sopralluogo sono state scattate alcune fotografie e pubblicate, ve le riproponiamo.

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