Occupy, manifestazione in piazza Castello "per una democrazia reale"

In 300 persone si sono date appuntamento ieri sera in piazza Castello per manifestare e per combattere contro un futuro incerto. Tra le persone molti Indignados presenti già qualche settimana fa sempre a Torino

Il cartellone della manifestazione di ieri (dal facebook degli 'Occupy Torino')

Quasi 300 persone si sono date appuntamento in piazza Castello ieri, nella data simbolica del 11/11/11, alle ore 18. Un evento mondiale, ripetuto in contemporanea in moltissime piazze delle città di tutto il mondo, chiamato “Occupy”. Si tratta di una forma di manifestazione non violenta che prende corpo negli Usa, dopo il boom della protesta degli “Indignados” in Spagna, a maggio di quest’anno. Da New York, prima città in assoluto a lanciare la “Occupy” (con “OccupyWallStreet”), si è largamente diffusa in tutto il globo. Come ha segnalato l’Huffington Post, pubblicando sul web una mappa interattiva delle piazze “Occupy” di tutto il mondo, il fenomeno ha una portata mondiale.

A Torino ha trovato un terreno impervio anche perché, di questi tempi, le persone sono sempre più stanche di scendere in piazza. La precaria situazione del Governo di certo non aiuta, e così le proteste si catalizzano spesso e volentieri nei movimenti studenteschi e nei sindacati (oltre ai partiti, naturalmente). Come ha spiegato Ferdinando, uno degli attivisti più convinti, una delle caratteristiche di OccupyTorino, così come gli Indignados, è proprio quella di lasciar fuori sigle di sorta. Anche se tra la folla spuntavano, senza ben precisati motivi, un paio di bandiere No Tav. «Questa è una grande manifestazione mondiale – commenta Ferdinando – che parte dal basso. C’è una forte negazione del nostro futuro, è per questo che siamo qui, vogliamo una democrazia reale sulla base della Carta dei Diritti dell’Uomo del 1948».

Indignati e Occupy che convergono, perché nel gruppo sceso in piazza vi era la forte presenza dell’Assemblea degli Indignati di Piazza Castello, che tutti i sabati alle 15,30 si riunisce sotto la cornice di Palazzo Madama e Palazzo Reale per discutere di futuro e non violenza. L’auspicio è che non ci si fermi a slogan e letture della Costituzione seduti sull’asfalto, ma che questo sia l’inizio per qualcosa di più grande.

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