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In arrivo No Tav da tutta Italia, sabato manifestazione a Torino

"Siamo tutti colpevoli di resistere", questo lo slogan che aprirà il corteo della giornata dedicata alla solidarietà con i quattro attivisti arrestati per terrorismo. Il corteo parte alle 14.30 da piazza Adriano

Ancora una volta in piazza per chiedere la liberazione di Chiara, Claudio, Mattia e Nicolò, i quattro attivisti No Tav arrestati qualche mese fa con l'accusa di terrorismo. Questo è il motivo che sabato prossimo, 10 maggio, porterà migliaia di persone a Torino e poi a sfilare in corteo per la città in segno di solidarietà ai compagni detenuti. "E' un'accusa ingiusta e assurda - è stato spiegato da Francesco Richetto, un attivista molto conosciuto -. E' solo un altro mezzo messo in campo per costruire la Torino-Lione contro il quale bisogna schierarsi e lottare, così come andiamo alle reti e facciamo le manifestazioni".

Della manifestazione di sabato si è parlato ieri sera a Susa, in un salone Rosaz gremito di attivisti No Tav. Ovviamente la parole è passata anche al leader del movimento, Alberto Perino, il quale ha detto che è un "obbligo morale" essere presenti a Torino, perché questa volta c'è la necessità di "essere tutti presenti", comprese le persone che solitamente manifestano in valle.

Il ritrovo per il corteo è previsto per le 14.30 in piazza Adriano. In corso ci sono le trattative con la Questura per l'autorizzazione. Gli organizzatori ipotizzano di percorrere corso Vittorio Emanuele II passando proprio di fianco al Palazzo di Giustizia, più volte nel mirino delle proteste No Tav. Da lì si sposterebbero in corso Inghilterra, piazza XVIII Dicembre e piazza Castello percorrendo via Cernaia. "Non abbiamo motivo di pensare che non sarà autorizzata", ha detto Dana Lauriola, aggiungendo che sarà una manifestazione assolutamente pacifica e colorata.

Il corteo sarà aperto da due striscioni. In uno ci saranno i nomi dei quattro No Tav detenuti. Nel secondo la scritta "Siamo tutti colpevoli di resistere". Una frase non scelta a casa, ma ben spiegata da Perino, partito dall'imputazione per i compagni in carcere, quello di aver cercato di impedire che lo Stato costruisca la Torino-Lione. "Siamo tutti moralmente responsabili di questi ragazzi in prigione - ha detto il leader del movimento -. Sono 25 anni che tutti noi cerchiamo di impedire allo Stato faccia quest'opera e ci batteremo finché non sarà così. Noi siamo tutti colpevoli di resistere e non ci arrenderemo mai".

Nel corso della serata è stato annunciato che il prossimo 13 maggio, ad un anno esatto dal blitz che ha portato all'arresto dei quattro attivisti, potrebbe esserci una nuova iniziativa dei No Tav.

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