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Manifestazione No Tav, Esposito: "Dicono sia pacifica? Speriamo"

Il senatore del Partito Democratico, più volte contestato dal movimento No Tav, spera che le premesse siano rispettate e che quella di sabato 10 maggio sia un corteo pacifico. Ma ha da ridire qualcosa sulla natura della manifestazione

Nel primo pomeriggio di sabato 10 maggio il movimento No Tav scenderà nelle strade di Torino per solidarietà nei confronti dei quattro attivisti arrestati con l'accusa di terrorismo.

La manifestazione, che prenderà il via alle ore 14.30 da piazza Adriano, è stata annunciata come pacifica da parte degli organizzatori. Parole che il senatore Stefano Esposito spera vengano rispettate. "Speriamo davvero di non vedere all’opera i soliti professionisti del disordine - dice Esposito, più volte minacciato e preso di mira dai No Tav -. Quello che, però, mi auguro sinceramente è che questa manifestazione segni davvero una svolta nelle modalità di azione dei contestatori della Tav e che Perino e company finalmente abbandonino ogni contiguità con i gruppi violenti e ogni ambiguità di pensiero e di azione. Altrimenti ci ritroveremmo in presenza di un collaudato copione, secondo cui i No Tav decidono quando sfilare pacificamente e quando lasciare il campo agli antagonisti".

Parole, quelle dette da Esposito, che sono speranzose sul fatto che le premesse vengano rispettate. Il deputato del Pd però ha da ridire qualcosa sulla natura del corteo. "La manifestazione di sabato non è l’ennesima iniziativa di protesta contro la Torino-Lione, ma lo scopo è solidarizzare con i No Tav arrestati e accusati di terrorismo, e, quindi, contestare le decisioni della Procura - sottolinea -. Se si vuole davvero essere ‘pacifici’ bisogna prendere le distanze dai violenti e non solidarizzare con questi ultimi. Se si vuole davvero essere ‘pacifici’ si rispetta l’operato della magistratura e il principio di legalità. Se si vuole davvero essere ‘pacifici’, e se si è convinti in buona fede che gli arrestati sono innocenti, allora si isolano coloro che liberamente si aggirano intorno a Chiomonte e attaccano il cantiere, trovando poi sicure retrovie in qualche casamatta valsusina o in qualche locale della zona. Sabato, probabilmente, avremo risposta a questi dubbi".

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