"Tu ci chiudi, tu ci paghi": nella piazza blindata la manifestazione contro il Dpcm

Circa 200 manifestanti davanti al Palazzo della Regione

Erano circa 200 le persone che si sono date appuntamento oggi pomeriggio in piazza Castello a Torino per protestare contro le chiusure stabilite dall'ultimo Dpcm. "Tu ci chiudi, tu ci paghi" lo slogan principale della manifestazione cui hanno partecipato gli antagonisti, i centri sociali Askatasuna e Gabrio, i sindacati di base Cobas e Usb, il movimento No Tav e i collettivi universitari, le case occupate anarchiche, il Prinz Eugen e Rete dei Comunisti. 

Piazza blindata

Numerosi gli striscioni nella piazza, blindata dalle forze dell'ordine, e fra questi: "Tu ci chiudi tu ci paghi. La salute è la prima cosa, pagateci il lockdown"; "La nostra vita vale più dei loro profitti. Distruggiamo Stato e Capitale"; "Vale più la vetrina di Gucci di una generazione senza futuro. La crisi la paghino i ricchi".

La manifestazione si è svolta in forma statica: i partecipanti avevano tutti la mascherina e sono intervenuti a turno al microfono. La sanità e la situazione attuale negli ospedali torinesi gli argomenti caldi:

"Siamo venuti in piazza per far sentire la nostra voce - hanno ribadito - . Negli ultimi 20-30 anni la sanità pubblica è stata smantellata pezzo per pezzo, dai governi di destra e di sinistra. Sono passati dei mesi da quando è scoppiata la pandemia: la regione e lo stato dovevano prepararsi. Oggi invece abbiamo di nuovo gli ospedali in affanno, i tamponi che mancano, malati abbandonati a loro stessi a casa le barelle a terra con i pazienti".

"Qualcosa sta cambiando" 

E ancora: "E a pagare saranno di nuovo i poveri. Il lockdown è solo un tentativo goffo da parte delle istituzioni per far vedere che si fa qualcosa. Ci vuole una reale gestione della pandemia: questa che stanno attuando è scellerata. Ma prima le persone attendevano sui balconi e cantavano, oggi invece non vogliono più stare in casa e scendono in piazza. Qualcosa sta finalmente cambiando."

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